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A Portici la pittura di due secoli, tra antico e moderno...

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17/02/2010 - Associazione culturale onlus. Noi di MARCIANO ARTE appoggiamo l'associazione ALMA MUNDI perché conosciamo direttamente queste persone e abbiamo potuto constatare il loro quotidiano e concreto impegno. - ALMA MUNDI
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22/05/2009 - Emblema Opificio: "Il maggior scopo delle opere sembra essere quello di trasformare il pensiero in materia" - EMBLEMA OPIFICIO

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Di Admin (del 04/08/2016 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 4832 volte)
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{autore=bresciani antonio}
Parlando di Antonio Bresciani, Domenico Rea ha sottolineato la "impalpabile e mite solitudine" che, effettivamente, può essere considerata la cifra distintiva di questo pittore di difficile definizione, teso alla costruzione d'una pittura piacevole, fatta di forme compite ed eleganti, sensuale ed accattivante, ma non per questo vacua e lontana dall'esprimere un contenuto di pensiero. Il Maestro ha vissuto tutto il travagliato percorso degli anni tra le due guerre, cercando di agire sull'affidamento formale per ritrovare uno spessore più intenso a quella partecipazione d'intimità cui egli ha tentato di dare il volto delle sue modelle. (R. Pinto)

bresciani-volto

Autore: ANTONIO BRESCIANI (1902 - 1998)
Titolo: VOLTO
Tecnica e superficie: OLIO SU TAVOLA
Dimensioni: 33,5 x 26 cm

L'opera è firmata Bresciani in basso a sinistra.


Si diplomò giovanissimo all’Accademia di Belle Arti di Napoli, iniziando un’intensa attività artistica. ...

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Di Admin (del 03/08/2016 @ 00:00:01, in Auguri, linkato 1580 volte)
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{autore=laricchia vincenzo}
vincenzo-laricchia-capri

VINCENZO LARICCHIA
"Capri"
Olio su tela
50 x 70 cm


I nostri locali resteranno chiusi per ferie da sabato 6 a domenica 21 agosto 2016. Auguriamo buone ferie estive a tutti i nostri visitatori.
 Salvatore a Alfredo Marciano



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Di Admin (del 23/07/2016 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 319 volte)
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{autore=perindani carlo}
CARLO PERINDANI
(Milano, 1899 - Capri, 1986)

L’opera di Perindani si pone in linea con la continuità della tradizione paesistica rivisitata, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, con un’attenta sensibilità al tempo nuovo. Oggi, a trent'anni dalla scomparsa del Maestro noto come il Pittore del Mare, vogliamo ricordarlo presentando due sue opere.

carlo-perindani-capri
"Capri"
olio su tela applicata su tavola 27x50 cm

“Per intendere l'opera di Carlo Perindani bisogna innanzitutto pensare al mare e tenere ben presente questo caso raro e curioso di un ambrosiano al cento per cento alle prese con il mare. Un mare da fissare sulla tela. Un mondo liquido, cromatico mutevole, difficile, traditore, potente ed eterno; una gigantesca forza di pura bellezza difficile da incatenarsi e da fissare. Un'impresa da innamorato. L'assunto di tutta una vita perché Carlo Perindani, cittadino della metropoli della nebbia è ormai cittadino onorario dei regni del mare” (Aldo Cerchiari).

Carlo Perindani, secondogenito di Edgardo e Rosa Bardini, era nato a Milano il 13 settembre 1899 e morto a Capri giusto trenta anni fa, il 23 luglio 1986. ...

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Villa Signorini & Fiera Antiquaria Napoletana presentano

RETRO'
Antiquariato, modernariato, usato, collezionismo, artigianato, opere dell'ingegno, curiosità di ogni epoca e paese.
Sabato 9 e domenica 10 luglio 2016.
ore 9.00 - 20.00
Villa Signorini, Via Roma, 43 in Ercolano
ingresso gratuito
info: 3356212723
...

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{autore=galante francesco}

francesco-galante-napoli

L'opera è firmata in basso a destra: "F. Galante". Firma, titolo, anno a tergo.

[…] Figura anch’essa legata alla tradizione, con un profilo più autonomo e controllato, attento al volgere dei tempi, ma fedele ad un modo tutto suo d'intendere la pittura, è Francesco Galante (1884-1972), artista acuto nella rappresentazione delle pulsioni d’una società borghese, di cui egli ha saputo accarezzare compiacente le piccole manie e le ambiguità talvolta sottili, talvolta struggenti. Negli Interni riesce più convincente, poiché ci restituisce uno «spaccato» di questa borghesia acquiescente, di queste signore che vivono l’atmosfera ovattata e rassicurante dei propri appartamenti coi balconi aperti sul golfo, ma anche con qualche angolo oscuro. E così nei ritratti; ove non s’adagia alla riproduzione del «tipo», ma cerca di scandagliare nella psicologia del personaggio. Il pittore della discrezione, potrebbe essere definito o del «grigio», come lascia evocare facilmente il titolo stesso d’un suo dipinto di veduta del porto di Napoli: “Grigio su Napoli” della collezione Morelli.
(Rosario Pinto da “La Pittura NapoletanaLiguori Editore, 1998 ) ...

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{autore=vitagliano salvatore}
Salvatore Vitagliano: un perturbatore disarmato

Premetto che ho insufficienti rudimenti del taoismo, per avviare un discorso più confacente a lui. E d'altra parte, non si può parlare della sua opera senza questo fondamento filosofico. Ma parlare della sua opera significa anche parlare di lui, perché opera e uomo in questo caso sono inscindibili. Salvatore Vitagliano lo si incontra talvolta alle mostre, discreto, schivo, silenzioso. Se ne sta in disparte, il berretto calzato sulla testa rasata da bonzo e quegli occhi perforanti che cercano di afferrare ogni palpito, di percepire ogni lampo che filtra dalle convenzioni. Raramente mi è capitato di vedere un uomo così disarmato eppure così severo, agguerrito, sicuro. Nessuno, a guardarlo, indovinerebbe tanta forza in quell'aspetto esile: una fermezza che gli deriva dal suo senso di giustizia — che è rigore morale — davanti alla quale non esistono interessi personali né ambizioni. Non si piega davanti a nulla e nulla lo indigna più del compromesso o dell'ipocrisia. Come un antico Spartano, ha il culto dell'amicizia, per lui sentimento imperituro, che continua oltre la vita, e per la quale non esita a sacrificare rapporti che potrebbero rivelarsi vantaggiosi per la sua attività. É leale, generoso, disinteressato e passionale, qualità imperdonabili in un mondo di arrivisti, che premia la mediocrità cortigiana e riduce la verità in spazi sempre più angusti. In siffatto mondo Vitagliano è una presenza scomoda per il solo fatto di esistere. La sua opera, a Napoli, la conoscono tutti, e tutti ne parlano bene, ma come per esorcizzare l'autore, quasi si avvertisse minacciosa l'ombra che lo annuncia. E chiaro, quindi, che ha una vita difficile. Entro nel suo studio, in un antico edificio del Centro Storico di Napoli, che porta ancora i segni di un fasto passato, anche se attualmente dimesso. I miei occhi sono subito catturati da un'opera che copre tutta la parte (la parete di una casa antica!). Si tratta di un centinaio di piccole tele giustapposte a formare un tutto unico. Se avessi la possibilità di guardarlo a distanza adeguata, non esiterei a definire quest'opera un Klee dilatato. Ma a distanza ravvicinata è Vitagliano che parla. Al centro della composizione un'immagine umana e tutt'intorno noti e ignoti simboli - la croce, il candelabro ebraico, la mezzaluna, i geroglifici... Ciò che mi colpisce, però, è il colore sul quale riposano i simboli. Vi predominano l'azzurro e l'oro, i colori che i Bizantini riferivano alla spirito. Mi attrae maggiormente l'azzurro, prezioso, raffinatissimo, dalle infinite vibrazioni, come i cieli di Piero della Francesca. Nel suo saggio sul simbolismo funerario degli antichi, J.J. Bachofen osservò che i simboli dei rilievi funerari romani riposano in se stessi, il che significa che quei simboli sono in se stessi compiuti e non rimandano ad alcuna realtà che li trascenda. Come è possibile, ciò, se noi chiamiamo simbolo una immagine o una entità che per sua natura e struttura ne richiama un'altra? Quei simboli, pur non rimandando ad alcuna entità che li trascendesse, rimandavano alla morte, al Nulla della morte. Non alla morte in sé, ma al mito della morte, cioè una verità superiore che è Nulla. Il rimando al Nulla è un'esperienza eminentemente religiosa, oscura, che collega l'essere direttamente all'Assoluto, come l'hanno sperimentata i mistici di tutte le religioni, greci, buddisti, taoisti, ebrei, cristiani, musulmani. Allora, se il misticismo è il desiderio di sentire Dio, si comunicare con Lui nel modo più intimo e profondo, Salvatore Vitagliano è un mistico, come mistici sono, del resto, tutti i grandi artisti nel momento decisivo della creazione quando, posti di fronte all'oscurità dell'ignoto, a quel Mysterium tremendum assolutamente inaccessibile fatto di timore e speranza, di terrore e stupore, l'eccitazione sensibile cerca un'espressione e con essa quel carattere di assoluta eccezionalità, di rivelazione manifesta e nello stesso tempo nascosta, che è il carattere originario del sacro. La ricerca del sacro come unica fonte del reale. Ecco il nodo problematico dell'odissea di questo artista che, come un francescano o un monaco buddista imprime alla sua vita un'austerità quasi rituale per poter meglio transitare dal finito all'infinita onde evocare il mistero nella sua realtà più insondabile: quella metafisica, la realtà ultima, così estranea alle realtà empiriche delle nostre esistenze quotidiane. Il suo studio di scultura, un piccolo spazio ritagliato nel sottoscala dello stesso palazzo monumentale è il tempio degli antenati come egli stesso lo definisce.





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{autore=calibe giustino}
L’opera di Giustino Calibè (dalla rivista Albatros di ottobre 2014)

Si dissolvono nell’aria, evanescenti, diafane, ombre inquietanti dalle cromie lattiginose. Esseri dai connotati indefiniti, nudi e indifesi, si materializzano straniati davanti allo sguardo curioso dello spettatore. Magnifiche ossessioni, ripetute all’infinito, nelle forme e nei segni delicati e timidi, ondeggiano sospese nello spazio alla disperata ricerca di un punto fermo, di una certezza, di un sentimento vero, di una emozione profonda, di un ricordo vivo, che non sia soltanto una memoria che sta per svanire. Una presenza singolare nel mondo dell’ arte contemporanea campana, quella di Giustino Calibè (1950), nato e indissolubilmente legato a San Giorgio a Cremano (Napoli), poeta, disegnatore, pittore e musicista. Una figura poliedrica, introversa, silenziosa, chiusa in un mondo tutto suo e sempre in disparte, che anche se apparentemente si delinea in una moltitudine di colori tenui e fiabeschi, spesso nasconde e fa’ mimetizzare gli orchi veri, che nella vita di ogni giorno, spaventano e fanno ammutolire. Un artista dalla personalità in continuo dissenso con tutte le mode e correnti artistiche, che ha fatto del proprio stile e dell’autonomia, un metodo essenziale per esprimere il proprio sentire e far riflettere sulle sofferenze e contraddizioni di una società che sta smarrendo i connotati di originalità, di libertà, di semplicità e purezza, piegandosi alla legge dell’artificio e dell’impietoso e rozzo mercato globale. ...

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Auguri-Natale-2015

A tutti i nostri amici e clienti auguriamo uno speciale Natale 2015 nel segno dell'Arte.




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jean-françois-asselin

Veduta del Monte Vesuvio e del Golfo di Napoli da Lacco Ameno (Ischia)

Olio su tela, 75 x 100 cm. Firma obliqua sul masso dipinto in basso a destra: Asselin. Prima tela. Con cornice impero coeva.


La figura in immagine è un dipinto autografo del pittore francese Jean-François Asselin, fine ritrattista e paesaggista, databile alla fine del Settecento e i primissimi anni dell’ Ottocento. ...

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Di Admin (del 07/11/2015 @ 00:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 627 volte)
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LA RABATANA, CROCEVIA DELLA RELIGIONE CRISTIANA E ISLAMICA.   

di Anna Macrini.  


La Fondazione del Comune di Tursi “La Rabatana” che gestirà tutte le attività culturali, scientifiche e organizzative, nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale tangibile e intangibile del territorio tursitano ha promosso una iniziativa culturale per la costituzione di una collezione pubblica di opere d’arte interamente dedicata ad un tematica specifica finalizzata alla conoscenza della storia e della cultura del territorio di Tursi.

“ La Rabatana, crocevia della religione cristiana e islamica”, è questo il tema lanciato con un bando pubblico dal Comune di Tursi che ha visto l’adesione, in brevissimo tempo, di oltre trenta artisti che da tutta Italia hanno risposto con un’opera realizzata ad hoc e ceduta in comodato d’uso permanente al comune. I lavori pervenuti si riferiscono agli usi e costumi della Rabatana di Tursi e al tema storico specifico relativo alla costruzione del quartiere arabo e alla sua importanza quale “crocevia della religione cristiana e islamica”. ...

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Di Admin (del 11/09/2015 @ 19:00:02, in Mostre ed Eventi, linkato 1001 volte)
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AVVISO PUBBLICO: BANDO CONCLUSO CON IL DIPINTO SCELTO COME VINCITORE
L'opera scelta come vincente che verrà pubblicata sui documenti con finalità di divulgazione culturale sia della Fondazione “La Rabatana” che del Comune di Tursi per l’anno 2015/2016 è il lavoro "Tursi" di Anna Nespolino, olio e foglia oro su carta di cm 130x85.

anna-nespolino-tursi

MOTIVAZIONE:

La giuria si esprime unanimemente per l’attribuzione del primo premio di pittura all’opera “Tursi” dell’artista Anna Nespolino in ragione della sua piena rispondenza alle linee del bando di concorso, per la raffinata tecnica di esecuzione, per l’immediatezza del messaggio che l’opera trasmette nonché per l’equilibrio degli elementi che risaltano in rapporto alla religione cristiana e a quella islamica.



tursi-la-rabatana

....dall'articolo pubblicato l'11 settembre scorso...
MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA PARTECIPAZIONE PER LA SELEZIONE DI OPERE D'ARTE FINALIZZATE ALLA DIVULGAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI TURSI (MT) PER L'EVENTO DEL 30 OTTOBRE 2015.


SCARICA IL BANDO (Pdf 582 Kb)

MODELLO PER ISTANZA (Pdf 200 Kb)


(Scadenza manifestazione interesse: Ore 12.00 del 22-09-2015)
(Termine ultimo per la presentazione dell'opera: Ore 12.00 del 09-10-15)



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Di Admin (del 11/09/2015 @ 19:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 492 volte)
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AVVISO PUBBLICO

MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALLA PARTECIPAZIONE PER LA SELEZIONE DI OPERE CINEMATOGRAFICHE FINALIZZATE ALLA DIVULGAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI TURSI (MT)

SCARICA L'AVVISO (Pdf 582 Kb)

MODELLO PER ISTANZA (Pdf 200 Kb)

(Scadenza manifestazione interesse: Ore 12.00 del 22-09-2015)
(Termine ultimo per la presentazione dell'opera: Ore 12.00 del 09-10-15)

il video classificato primo:

Basìraba: LA CITTA' DELLA RABATANA DI TURSI




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Di Admin (del 25/03/2015 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 1543 volte)
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{autore=striccoli carlo} A Carlo Striccoli voglio dedicare un piccolo spazio presentando un'opera tipica della sua produzione accompagnata da qualche breve cenno critico e biografico. Partendo dagli insegnamenti di Crisconio, Striccoli ha saputo guardare avanti creando uno stile inconfondibile, tutto suo che è diventato punto di riferimento per la nuova figurazione degli artisti napoletani e non.
 
carlo-striccoli-marina

CARLO STRICCOLI   Titolo: SCORCIO A MERGELLINA    Olio su tela,   40 x 50 cm

Carlo Striccoli è musicista e pittore, ...

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Di Admin (del 11/03/2015 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 1339 volte)
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mensola di libri

In questa sezione proponiamo alcuni volumi d'arte a prezzi speciali (Sono disponibili solo i volumi che riportano l'indicazione del prezzo). Se sei interessato, chiamaci al numero 081485756 o manda una mail a info@marcianoarte.it  ...

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{autore=asturi antonio}
Omaggiamo il ricordo dell'indimenticabile artista di Vico Equense, proponendo agli amici collezionisti la vendita di una inedita collezione di sue opere:

antonio-asturi-parigi

"Parigi, 1958" Tempera su cartone di 50 x 35 cm .

DON PINUZZO: (.. ) Asturi, mezzo secolo e tutto un travaglio che ogni artista, anche Michelangelo, sa di aver dovuto vivere prima di conquistare la fama, perché doveva consumare sino in fondo l'esperienza di se, conquistando se stesso. L'amore di Asturi all'arte è solo quello di un romanzo vissuto. E ha stagioni di primavera, qualche nuvola di autunno, scarse burrasche invernali e un torrido saettar di infocati giorni da estate mediterranea: mezzo secolo di battaglie ardenti, che giocano sul piano di credi professati, tutti in sintonia con la propria sete di vivere di umanità, di confessare l'umanesimo esistenziale lungo un modulo di scelte, determinate dai tempi storicamente creati dal suo amore per l'arte come servizio a un ideale di bellezza incandescente. Ed è mezzo secolo di una costruzione d'uomo che s'è fatto da se, senza maestri e senza principi, anche se ai suoi esordi di pittura si è trovato tra Morelli, Gemito e Mancini, com'è noto, e si è ripetutamente scritto di lui; anche se ha messo in arnese opere nelle quali sin dai suoi primi passi osava dar prova di valore tra la spatola e il morbido sciorinare su vetro, tra legni impregnati di pasteggi e tele di sacco cariche di olii.