Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 18/04/2011 @ 13:00:00, in Arte News, linkato 2328 volte)
{autore=tafuri lucio}


L'opera è firmata e datata in basso a sinistra: "Lucio Tafuri 1972".

LUCIO TAFURI.
Da "Il Secolo XIX":  "...come una ventata di aria fresca, fa palpitare la tela dando alla figura, con naturale lirismo, l'analisi estetica che solo l'artista autentico sa discernere." 
"Oggi Tafuri si propone a noi con opere che dimostrano la scioltezza pittorica del suo operare: artista completo, ma soprattutto notevole ritrattista, i suoi lavori sono commissionati da istituzioni di rilievo e importanti famiglie."
 
Di Admin (del 17/05/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 2704 volte)
{autore=cortiello mario}


L'opera è firmata in basso a destra: "Mario Cortiello".

Pittore a ponte fra le spinte di rinnovamento e i richiami della tradizione, Mario Cortiello ha provato a conciliare queste opposte tensioni, riuscendo spesso a risolverle felicemente. Dotato di fertile invenzione e di notevole capacità rappresentativa, ha lasciato una produzione ricca e varia. “Tra appunti cromatici e narrazioni fantastiche Mario Cortiello raggiunge un surrealismo chagalliano che spesso va al di là di ogni pittorica immaginazione per approdare a quelle favole mediterranee, a quel mondo già nostro vissuto tra mito e leggenda”. (Salvatore Di Bartolomeo)
 
Di Admin (del 20/05/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 1778 volte)
{autore=delaval pierre louis}


L'opera è firmata e datata in nero dal basso verso l'alto sul lato sinistro del dipinto: "P.L. Delaval 1817".

Pierre Louis DeLaval nacque a Parigi nel 1790 e morì a Versailles nel 1881. Fu artista pluridecorato, allievo di Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioson (Montargis, 1767 – Parigi, 1824). Ha lavorato col suo maestro su molti progetti, tra cui i cicli de "La Forza" e "La Giustizia". Dopo essere stato esonerato dal servizio militare per decreto imperiale per la sua opera artistica su Napoleone, continuò a dipingere soggetti storici, mitologici e ritratti. Diventò uno dei ritrattisti più importanti e ricercati d’Europa. Le sue opere sono in musei, cattedrali, chiese, palazzi, tra cui Versailles, e gallerie pubbliche e private.
 
Di Admin (del 27/05/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 1822 volte)
{autore=anonimo}

155 x 220 cm

Dipinto ad olio su tela di scuola napoletana del secolo XVII. Foderato e restaurato. Opera di ottima fattura raffigurante l'estasi della Madonna, illuminata dallo Spirito Santo, nel momento in cui l'Arcangelo Gabriele Le annuncia che diventerà la Madre di Gesù, Dio in terra.
Molto probabilmente il dipinto, eseguito su commissione per una casa o cappella privata, è stato eseguito da due artisti napoletani (presumibilmente della bottega del Vaccaro), che dividono la tela verticalmente in due.
Nella parte destra la Vergine Maria è colta nel momento di preghiera, sull'inginocchiatoio e con il libro di preghiere aperto, mentre un raggio di luce parte dalla Colomba, accompagnata da due cherubini, per illuminare la Madonna. In basso a destra è scritto: "Giacomo Peradoto fece far per sua divuzione".
La parte sinistra è dominata dalla figura dell'Arcangelo Gabriele, nell'istante in cui annuncia alla Vergine la volontà del Signore. L'Arcangelo alato mostra nella mano destra il giglio (simbolo di castità e purezza) che donerà alla Madonna e con la sinistra indica il numero tre simbolo di Dio. Bellissimo il panneggio. In basso a sinistra si legge: "L'isteso Peradoto fece far".
 
Di Admin (del 13/07/2011 @ 13:00:01, in Arte News, linkato 3040 volte)
{autore=cooper thomas sidney}


L'opera è firmata in basso a destra: "T. S. Cooper". Riporta al verso la firma per esteso "Thomas Sidney Cooper" con la data non chiaramente leggibile e i resti di un cartiglio dell'epoca di Worth & Co.  Con cornice coeva.

THOMAS SIDNEY COOPER (Canterbury, 1803 - 1902).
Sin da giovanissimo lavora in una bottega di scenografie teatrali. Il suo tempo libero lo dedica interamente alla pittura dal vero. Nel 1824 viene ammesso alla Royal Academy Schools di Londra.
Dal 1827 al 1830 si trasferisce a Bruxelles. Qui si sposa ed inizia la collaborazione artistica col pittore olandese Eugene Verboeckhoven specializzato in dipinti di animali.
Nel 1833 ritorna a Londra, espone alla Royal Academy e ottiene un grande successo. Diventa socio della Royal Academy nel 1845 e Royal Accademico nel 1867. La Regina Vittoria e il Principe Alberto, lo incaricano di immortalare le loro mandrie di mucche di razza Jersey.
Per tutta la sua carriera ha dipinto, con grande maestria, immagini di animali e in special modo di ovini, tanto da essere noto anche come "Cows Cooper" (Mucche Cooper).
Tra il 1848 e il 1856 Cooper ha collaborato con il pittore paesaggista Frederick Richard Lee nella creazione di alcuni dipinti: Lee dipingeva i paesaggi e Cooper completava la scena dipingendo gli animali.
Nel 1882 fonda la Canterbury Sidney Cooper School of Art, ora chiamata Università degli Studi di Arti Creative. Il pittore detiene il record per le esposizioni di 266 quadri alla Royal Academy dal 1833 al 1902, anno della sua morte, senza mancare un anno.
Sue opere sono tra gli altri alla Tate Gallery e al Victoria and Albert Museum di Londra.
 
Di Admin (del 26/07/2011 @ 12:00:01, in Arte News, linkato 4049 volte)
{autore=schedrin sylvestre feodosievic}


L'opera è firmata in basso a destra: "Schedrin". Riporta al verso la firma incisa per esteso sul telaio "Sil'vestr Feodosievic Scedrin"

SCHEDRIN SYLVESTRE FEODOSIEVIC

Proveniente da una famiglia di artisti, il padre Feodosii fu scultore e Rettore dell'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo, lo zio Semion fu allievo del Canova, imitatore del Vernet e pittore di camera del Granduca Paolo, frequentò, dal 1806 al 1811, l'Accademia della sua città natale. Successivamente, durante il primo decennio dell'Ottocento ebbe come maestro Feodor Alexeev pittore accademico di cultura franco-veneziana. Specializzatosi nella pittura di paesaggio, nel 1812 una sua opera vinse la grande medaglia d'oro che gli dava diritto ad una borsa di studio ed ad un soggiorno triennale in Italia. L'artista poté usufruire di questa opportunità solo nel 1818 al termine delle guerre napoleoniche.

Inizialmente si recò a Roma ove conobbe il pittore Oreste Kiprenskij, l'anno successivo fu a Napoli per eseguire due paesaggi su commissione della Casa Imperiale. Ospite del poeta Batjushkov familiarizzò con la colonia di artisti stranieri residenti a Napoli e con i pittori della nascente Scuola di Posillipo e soprattutto con il Pitloo ed il Gigante per i quali nutrì ammirazione dipingendo in loro compagnia "en plein air".

 Il suo primo soggiorno napoletano durò sino al 1821 indi fu di nuovo a Roma per stabilirsi definitivamente a Napoli nel 1825.

 Lo Schedrin è considerato uno dei propulsori della pittura romantica e verista napoletana, le sue opere, accademiche sino agli inizi degli anni venti, subirono l'influenza del Pitloo per poi evolversi ulteriormente. I paesaggi, ricercati instancabilmente a dorso di mulo per cogliere una particolare atmosfera, sono eseguiti "en plein air", con una pennellata libera e degli impasti cromatici caldi e luminosi, animati da figurine eseguite con cura nell'abbigliamento e nella gestualità. Predilesse dipingere paesaggi del lungomare napoletano, di Amalfi, di Capri e di Sorrento, variandone spesso il punto d'osservazione, l'ampiezza della veduta, la luminosità e le condizioni atmosferiche. L'Ortolani nel citarlo ne scrive:. "...non v'è dubbio che il suo naturalismo, che tendeva a sfioccare gl'impasti in una resa morbidamente luminosa, poté sul Gigante e sugli altri napoletani".

Le opere che possiamo ricordare sono: Veduta della casa del Tasso a Sorrento, Pescatori napoletani al chiaro di luna, Veduta del Vesuvio e di Castel dell'Ovo al chiaro di luna, Mergellina al chiaro di luna tutti eseguiti intorno al 1820 e custoditi presso il Museo Russo di San Pietroburgo; Veduta del Colosseo del 1822 ed al Museo di San Pietroburgo, Roma nuova. Veduta di Castel Sant'Angelo del 1823, Veduta del lago di Albano del 1824 Mergellina del 1826, Riviera di Chiaia del 1826, la serie di Terrazze a Sorrento dello stesso anno, Santa Lucia al Museo Russo di San Pietroburgo, Veduta di Mergellina e Marina Piccola a Capri del 1827, Tempio di Serapide a Pozzuoli e Castel dell'Ovo da Mergellina del 1828, Marina di Sorrento presso il Museo di San Martino a Napoli e Sulla terrazza del 1829, custodita anch'essa presso il Museo di San Pietroburgo, Piccola cala di Sorrento al Museo di Leningrado, Marina Grande di Capri e Pescatori alla riva entrambi alla Galleria Tretjakov di Mosca, Paesaggio con Torre e Meta del 1830 che sono presso il Museo di San Martino di Napoli e Casa sul mare con pescatori oggi presso la Quadreria del Palazzo Reale di Napoli. Altresì interessante è la corrispondenza mantenuta dall’artista dall’Italia.

Roberto Rinaldi - Pittori a Napoli nell'Ottocento

 
Di Admin (del 24/08/2011 @ 12:00:01, in Arte News, linkato 2179 volte)
{autore=pratella paolo}

Qui proponiamo due opere di Paolo Pratella:



L'opera è firmata in basso a destra: "Paolo Pratella". A tergo, firma e titolo

e:



L'opera è firmata in basso a sinistra: "Paolo Pratella". A tergo, firma e titolo

 
Nasce a Napoli nel 1892. Come Fausto segue gli insegnamenti paterni, ma si dimostra sempre più autonomo nelle scelte stilistiche rispetto al fratello maggiore. Segue un corso di pittura presso l’Istituto d’Arte di Napoli insieme a Lionello Balestrieri. Vive per molti anni a Capri. Partecipa, ma non assiduamente come Fausto, alle esposizioni nazionali e internazionali. Alla morte del padre si trasferisce a Napoli e la sua intensa attività pittorica è dimostrata dalle quindici mostre personali organizzate dalla Galleria Michelangelo. Muore a Napoli nel 1980.  (fonte: www.archiviopratella.it)
 
Di Admin (del 26/08/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 1780 volte)



 
Di Admin (del 27/08/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 2701 volte)
{autore=catelli camillo}



CAMILLO CATELLI (Napoli, 1886 - 1978)
"RIPOSO "
OLIO SU TAVOLA
40 x 50 cm




CAMILLO CATELLI (Napoli, 1886 - 1978)
"PROFILO "
OLIO SU CARTONE
50 x 36 cm
6-2-1965
.

 

Video documento realizzato per la mostra antologica di Camillo Catelli presso il Complesso S.Andrea al Quirinale "Teatro dei Dioscuri" maggio 2011.

Da un'idea di Camillo Catelli Jr
Regia Antonio Longo
Testo Luigi Compagnone
Voce Mariano Rigillo
Musiche Pasquale Capobianco
Camera Fabio Farinaro - Antonio Longo
Montaggio Federica Roano
Postproduzione audio Carlo Licenziato
 
Di Admin (del 01/09/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 2392 volte)
{autore=scatizzi sergio}



L'opera, firmata e datata in basso a destra "Sergio Scatizzi 1938," è stata esposta alla storica mostra antologica del 1982 a Firenze, Palazzo Strozzi, presso la galleria La Strozzina. La grande mostra intitolata "Sergio Scatizzi opere 1936 - 1982", con 200 opere esposte, è stata organizzata da Raffaele Monti e da Alfredo Righi e presentata in catalogo da Carlo Ludovico Ragghianti dove l’illustre storico dell’arte ricostruisce criticamente il lungo percorso di Scatizzi.

Carlo Ludovico Ragghianti (1982) ... E' venuto - e forse ha tardato - il momento di raccogliere il giudizio critico su questo artista che già da un arco di tempo non breve sta nell'arte contemporanea con una fisionomia incomparabile e del resto acquisita per opera della più oculata e penetrante critica. Ciò che mi parso ancora da esplanare è la parte di Scatizzi nella cultura artistica, nella ricerca e proposta delle determinazioni del linguaggio pittorico nel grande dibattito di questo secolo nel quale l'arte si è riconosciuta ed è stata praticata non solo in senso tradizionalmente professionale o quale esercizio di sola ascesi poetica, ma anche di analisi e verifica intellettuale non discorsiva del linguaggio stesso comunicativo e operativo. Per le ragioni che ho esposto, spero chiaramente e senza pieghe o elusioni, l'arte di Scatizzi comprende, per riflessione intrinseca della sua stessa valenza poetica, alcune soluzioni di nodi e problemi storici che debbono integrare il contesto di una cultura artistica che con indipendenza veggente voglia e possa guadagnare verità nel percorso complesso che si è svolto tra i termini dell'astrattismo e del soggetivismo nella cultura euro - americana dopo la seconda guerra mondiale.
 
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