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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 25/03/2011 @ 12:50:12, in Mostre ed Eventi, linkato 1118 volte)
{autore=godi goffredo}
 
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{autore=emblema salvatore}
 
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{autore=perez augusto}

Napoli - dal 21 dicembre 2010 al 15 febbraio 2011

Maestri - Augusto Perez
All'Accademia di Belle Arti di Napoli

Per la mostra Augusto Perez saranno selezionate circa trenta opere, tra disegni e sculture in gesso, in bronzo e in argento, rappresentative della produzione dell’artista, dai bronzetti della fine degli anni Cinquanta, ai Trofei del ’62-‘63, alla serie degli Specchi, che nel Narciso della Galleria dell’Accademia di Belle Arti, esposto alla Biennale di Venezia del ‘66, vede uno dei suoi momenti più alti, fino ad arrivare, con Ragazzo seduto e uccello, agli inizi degli anni Settanta.


MARTEDì 21 DICEMBRE 2010, alle ore 11.30, nelle sale espositive della Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, inaugurazione della retrospettiva AUGUSTO PEREZ. Con “Augusto Perez” prosegue - dopo le esposizioni dedicate a Guido Tatafiore e a Domenico Spinosa - il ciclo di mostre “Maestri” che l’Accademia di Belle Arti di Napoli diretta da Giovanna Cassese e presieduta da Sergio Sciarelli dedica, appunto, ai Maestri del Novecento che sono i pilastri della storia artistica meridionale contemporanea e hanno formato intere generazioni di artisti, per rendere loro omaggio e per proporre agli studenti dell’Accademia e alla città nuove occasioni di incontro, dibattito, arricchimento culturale. Per la mostra Augusto Perez (sino al 15 febbraio 2011) saranno selezionate circa trenta opere, tra disegni e sculture in gesso, in bronzo e in argento, rappresentative della produzione dell’artista, dai bronzetti della fine degli anni Cinquanta, ai Trofei del ’62-‘63, alla serie degli Specchi, che nel Narciso della Galleria dell’Accademia di Belle Arti, esposto alla Biennale di Venezia del ‘66, vede uno dei suoi momenti più alti, fino ad arrivare, con Ragazzo seduto e uccello, agli inizi degli anni Settanta. Il decennio successivo è rappresentato in mostra dal monumentale gesso (con interventi in plastilina) della Crocefissione – deposizione, che viene qui esposto al pubblico per la prima volta dopo un lungo e complesso lavoro di restauro, eseguito dalla Scuola di restauro dell’Accademia con il coordinamento del Prof. Augusto Giuffredi. L’opera è stata in questa occasione generosamente donata all’Accademia, dal figlio Massimo Perez, docente di Costume dell’Accademia partenopea, in memoria del padre e dell’amore del Maestro per la sua Accademia, dove insegnò e lavorò dal 1955 al 1997 Il percorso della mostra si chiude con le ultime due sculture modellate da Perez, nel ’97, Grottesca e Tebe. La prima ha un tono vivace, quasi di “scherzo”, esaltato dall’ariosa geometria dello schema compositivo verticale, mentre Tebe, con il suo andamento fortemente orizzontale, richiama la tipologia tradizionale del sarcofago monumentale, ma deformandola e stravolgendola attraverso la spregiudicatezza di un linguaggio plastico che, ancora una volta, stringe insieme un disperato ed irriducibile desiderio di vita e un pauroso pensiero di morte. Augusto Perez è stato uno dei protagonisti della scultura napoletana e italiana della seconda metà del XX secolo. Presente con una personale alla XXXIII Biennale di Venezia del 1966, esordì con opere che recuperano dall’interno la sostanza stessa del modellato plastico. Per molti anni il Maestro è stato titolare della Cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ponendosi come punto di riferimento per diverse generazioni di artisti, che hanno a lungo seguito il suo lavoro e la sua ricerca dedicata ad una maggiore introspezione psicologia e ad un nuovo rapporto tra figura e spazio. Attraverso le opere si intende dare uno spaccato della vasta produzione dell’artista, che all’arte e all’insegnamento dedicò tutta la sua vita, nell’intento di propagare un nuovo linguaggio volto a rompere gli schemi della cultura tradizionale e ad aprire nuovi orizzonti di ricerca. La rassegna Maestri. La rassegna ha visto e vedrà negli anni a venire la Galleria impegnata in una serie di “approfondimenti” sugli artisti che hanno insegnato o si sono formati nell’Accademia di Belle Arti, contribuendo con la loro opera al rinnovamento dell’arte napoletana accende nuova luce su artisti che si sono distinti per il loro sguardo sempre attento e pronto a sperimentare nuove forme di comunicazione, nuove tecniche e materiali diversi, in linea con quanto veniva realizzandosi altrove, in Italia, in Europa, o, finanche, oltreoceano. E che in questo solco hanno trovato loro stessi rilievo internazionale. Il catalogo pubblicato da Arte’m riunisce saggi di Giovanna Cassese, Maria Corbi. Vitaliano Corbi, Marco Di Capua, Valerio Rivosecchi e Aurora Spinosa
(fonte: exibart.com)
 
Di Admin (del 18/11/2010 @ 12:30:30, in Mostre ed Eventi, linkato 1184 volte)

COMUNICATO STAMPA:

Mediamorfosi 2.0
Contributi alle lingue dell’arterità
A cura di Gabriele Perretta
Inaugurazione: 20 novembre 2010 - ore 19:00
SUDLAB – Secondo Viale Melina 4 - 6 Portici (NA)

SUDLAB Italia è lieto di presentare Mediamorfosi 2.0 Contributi alle lingue dell’arterità Act_01 Between the images, experiences and contexts … La mostra si inserisce all’interno di un ciclo di tre eventi espositivi che hanno come motivo conduttore l’indagine e la documentazione delle ricerche artistiche contemporanee, espressioni della poetica mediale.

Attraverso il partenariato tra SUDLAB Italia e la prestigiosa galleria WHITEBOX di New York. Mediamorfosi 2.0 Act_01 accoglierà i lavori-video e le installazioni di artisti internazionali. Gli artisti invitati a partecipare all’evento sono accomunati dall’utilizzo, nei loro percorsi di ricerca, dei linguaggi e delle forme mediali come modalità di espressione, ibridazione e/o comunicazione. Le opere si troveranno a dialogare in uno spazio neutro, dove il confronto fecondo tra le differenti esperienze estetiche condurrà ad una profonda riflessione su temi quali arterità, medialismo, metalinguaggi e multimedialità.

Mediamorfosi 2.0 Act_01 parte dal presupposto che per troppo tempo l’universo mediale è stato considerato esclusivamente una materia della sociologia della comunicazione dell’arte, leggibile solo in termini di estetica sociale e di puro pensiero autoreferenziale. L’evento promosso, dunque, vuole mettere alla prova un approccio storico-critico e curatoriale alternativo che considera il pensiero mediale “all’opera” non come un’appendice alla dottrina o all’ambito dei sistemi del fare artistico, bensì come una vocazione precoce sviluppatasi molto prima che si potessero concentrare o esaurire le attitudini della ricerca dei singoli artisti coinvolti. I video e le installazioni proposte, attraverso l’utilizzo ibrido e combinato a vari livelli dei linguaggi di programmazione esistenti (ipertesti, codici qr, tag, markup, nanotecnologia), si proporranno di riportare in luce quel vivo groviglio di tensioni, confronti, opposizioni semiotiche che ha fatto della cultura del medialismo un’affascinante scenografia per la pratica odierna, e che ha avuto uno dei suoi frutti più maturi nell’attuale “azione artistica mediale diffusa”.

Mediamorfosi 2.0 Act_01 esamina il mutamento nella storia dell’arte mediale attuale cercando di scattare una foto di gruppo su un’area work in progress. Il primo effettivo punto su cui si basa la verifica della rivoluzione mediale è data dal fatto che la moderna società sta diventando una società delle reti (TCP/IP) e che quindi una tale struttura condiziona, direttamente o meno, la disposizione stessa della pratica artistica ed estetica. Nell’era di Internet e dei social network cosa bisognerebbe fare? Si possono distruggere le radio e le televisioni e si possono bruciare i libri e i giornali? Oppure esistono altre soluzioni, che consentano di muovere dal piano della negatività e del rifiuto al piano della costruttività e dell’azione? La mostra vuole esporre con chiarezza, concisione, precisione e decostruzione le forme, le immagini, le esperienze e soprattutto i contesti che permettono all’arte contemporanea di autogestire e convivere con i tratti più radicali della mediamorfosi.

Mediamorfosi 2.0 Act_01 accompagna all’analisi dei mass-media, un uso costruttivo di essi, non limitandosi, com’è di tanta stampa sull’argomento, a descrivere una degenerazione o, come capita, ad esaltarla. La valutazione del fenomeno proposta in occasione dell’evento è trasparente e si basa sull’esperienza stessa che gli artisti hanno ritrovato nella ricerca e nella sperimentazione; essa è tesa al raggiungimento del massimo di confronto e di semplicità, ed è indistinguibile dalle sue proposte che vengono espresse non solo in termini teorici, ma anche in termini tecnici, secondo i modi di un manuale pronto all’uso, modello che alcuni da tempo propugnano senza però essere mai riusciti a realizzarlo o aver voluto veramente farlo.

Opere di:
Cesare Accetta, Hans Peter Adamski, Karin Andersen, Doris Bloom, Giovanna Brogna Sonnino, Elle Burchill, Rita Casdia, Cast, Daniela Cignini, Matteo Cremonesi, Fabrice De Nola, Gabriele Di Matteo, Anita Fontaine, Clemens Fürtler, Richard Garet, Piero Gatto, Timothy Geraghty, Raymond Harmon, Fathi Hassan, Ali Hossaini, Rosaria Iazzetta, Carlos Irijalba, Giuliana Laportella, Lello Lopez, Marko Mäetamm, Miltos Manetas, Antonello Matarazzo, Vedova Mazzei, Antonella Mazzoni, G.P. Mutoid, Henrich Nicolaus, Astrid Nippoldt, Derek Ogbourne, Fabrizio Passarella, Giulia Piscitelli, Christian Rainer, Franco Silvestro, Carl Skelton, Nello Teodori, Lucio Tregua.

SUDLAB è un centro di Ricerca e Sviluppo Locale attraverso le Arti contemporanee e le Nuove Tecnologie della Comunicazione e dell'informazione applicate alla Cultura. Spazio aperto in continuo divenire. SUDLAB è un laboratorio aperto di ricerca artistica e culturale ad alto coefficiente tecnologico. Spazio multiplo ideato per favorire le interazioni creative, la comunicazione delle espressioni e delle culture glocali, attraverso forme inedite di aggregazione interdisciplinari, utilizzo creativo e generativo dei nuovi media, supporto di progetti giovani ed innovativi. I valori fondamentali di SUDLAB sono l´eccellenza artistica e culturale, la libera cooperazione e condivisione di conoscenza. Per il know-how e la rete di relazioni settoriali negli ambiti arte e cultura, SUDLAB é partner in progetti di Sviluppo Locale attraverso le Arti e le Nuove Tecnologie.

Curatore : Gabriele Perretta Consulenti Artistici: Juan Puntes, Susie Lim Programme Manager: Antonio Perna Web Art Director: Rosaria Millo Staff organizzativo : Chiara Pirozzi, Rachele Bernini, Roberto Presicci, Raffaella Barbato, Gea Somazzi Ufficio Stampa: Diana Caccavale, Clementina Crocco, Francesca Di Fraia Staff tecnico: Giampiero Sapienza, Marida Giordano, Silvia Pignalosa, Antonio Protano, Stefano Miranda

Info: SUDLAB
II Viale Melina, 4-6 80055 Portici, (Na) Italy
www.sudlab.com
info@sudlab.com
Tel. +39 081 274763
Mob +39 3920853880
 
Di Admin (del 10/11/2010 @ 17:07:46, in Mostre ed Eventi, linkato 1110 volte)
{autore=calibe giustino}


Venerdì 12 novembre 2010 alle ore 18, presso MOVIMENTO APERTO via Duomo 290/c Napoli, si inaugura la personale di Giustino Calibé a cura di Giuseppe Bilotta autore del testo "SINFOLUS, musica e luce nella pittura di Calibé" che introduce la mostra.
Saranno esposte otto tele di varie dimensioni, realizzate di recente.
La mostra resterà aperta fino al 10 dicembre.
Lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17.00 alle 19.00
giovedì dalle ore 10.00 alle 12.30 e su appuntamento.
"Tre sono gli elementi costitutivi presenti nelle sue tele: colore, musica e luce"..... "Il genio di Calibé, sub specie lucis, appartiene, forse, più per elezione che per tradizione, alla cosmogonia della luce che assegna al disegno divino l'origine di un corpo superiore di bellezza......"
 
{autore=Emblema Salvatore}Ttozzoi omaggia Emblema percorrendo una strada simile alla sua: lasciare segno di sé in una concretezza, quella delle tele, che “non blocca mai il mondo naturale ma lo lascia libero di continuare a evolversi, affrancato dall’oggettività di un solo sguardo”.

Il duo artistico TTozoi si misura con un indiscusso maestro del ‘900, Salvatore Emblema. Due poetiche a confronto, due percorsi evolutivi, due ricerche differenti, eppure un simile traguardo. La vita.
La tela lascia il suo status di supporto per divenire altro: in Salvatore Emblema come in TTozoi, entrambi protagonisti dell'evento.
L’arte di TTozoi, in cui la tela si scrolla di dosso i colori tradizionali per vestirsi di naturale evoluzione, le muffe, si commisura con “l’antitesi della staticità di un dipinto”, la trasparenza di Emblema.
Opere, quelle di TTozoi, su cui è il tempo ad agire rendendo alla vista ciò che la materia diviene. “Una tela è al contempo happening. Un dipinto che è allo stesso momento inquieto, fino all’attimo del fissaggio che solo parzialmente blocca i processi evolutivi”.
Come in Salvatore Emblema, che attraverso le trasparenze estromette le sue tele dal fissaggio di una concretezza oggettiva, lasciando viva allo stesso tempo la sua percezione attraverso brandelli voluti di trama e ordito, così TTozoi vuole raggiungere il medesimo scopo. Omaggiare Emblema percorrendo una strada simile alla sua: lasciare segno di sé in una concretezza, quella delle tele, che “non blocca mai il mondo naturale ma lo lascia libero di continuare a evolversi, affrancato dall’oggettività di un solo sguardo”.
Emblema scelse di non incastrare mai la realtà dietro lo schermo di un dipinto e lasciare il mondo reale padrone di essere percepito, entro il limite da lui stabilito con il grado di trasparenza voluto e ricercato. TTozoi opta per il medesimo libero arbitrio, permettendo alla materia di evolversi in muffa fino al punto in cui decidono, sempre limitatamente, di interrompere il processo intervenendo col fissaggio”.
Dieci opere esemplari di TTozzoi in confronto con altrettanti capolavori di Salvatore Emblema, incluso un omaggio esplicito all’artista da parte del duo che ha voluto dedicare a lui un lavoro ispirato ancor più esplicitamente alla sua poetica.
In mostra dal 25 settembre al 30 ottobre 2010 presso le sale espositive del Museo Emblema.

TTozoi, è un duo artistico composto da Stefano Forgione e Pino Rossi. Architetto il primo, economista il secondo, decidono, nel 2006 circa, di fondere la loro esperienza artistica dando forma alle singolari ricerche sulle “muffe vive” dei loro quadri. Il duo, che fa capo al loro studio avellinese, riscuote ormai ampi successi di critica e pubblico anche internazionale con mostre, interventi e pubblicazioni, tra cui l’apprezzata e notevole esposizione a Castel dell'Ovo di Napoli con “Muffe su Tela”, curata da Luca Beatrice nel febbraio del 2010.


orario: lunedi-sabato: 10,00-18,00  domenica: 10,00-14,00  (possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: libero
vernissage: 25 settembre 2010. ore 20,00
catalogo: in galleria.

MUSEO EMBLEMA
Via Vecchia Campitelli, 37 Terzigno (80040)
+39 0810274081
(fonte: www.exibart.com)
 
Di appassionato di pittura (del 05/09/2010 @ 20:55:53, in Mostre ed Eventi, linkato 1176 volte)
Un giorno, precisamente un sabato mattina, decisi di andare a trovare un amico proprietario di una galleria d'arte al centro di Salerno. Entrando, qui cominciai a girarmi intorno e mi resi conto che come d'incanto, dimenticavo tutti i pensieri che fino a quel momento avevano turbato la mia mente. Mi ritrovai in un mondo tutto nuovo, affascinante, ma soprattutto pieno di emozioni e quello per me è stato l'inizio della mia passione che mi accompagna, ormai, da diversi anni. Cosi decisi di iniziare lo studio della pittura. oggi, grazie alla disponibilità dell'amico Salvatore Marciano, proprietario della galleria "Marciano Arte" e del Reggimento Cavalleggeri Guide (19°), ho deciso di organizzare questa deliziosa mostra che ci porterà indietro nel tempo e ci farà riscoprire le ricchezze della nostra bella e amata Regione. L'intento è quello di carpire l'attenzione dei giovani e non, avvicinandoli al mondo dell'arte. La galleria "Marciano Arte" in questa sede ha l'onore di presentare opere di artisti che hanno dato lustro alla pittura Partenopea del XX secolo. Quei maestri, che con notevole sensibilità ed accuratezza espressiva, sono riusciti a trasferire e immortalare i propri stati d'animo e i loro pensieri. La pittura dell'Ottocento si è protratta fino all'inizio del XX secolo, poi grazie a due artisti di forte personalità, come Luigi Crisconio ed Emilio Notte, c'è stata un'innovazione nel campo pittorico Partenopeo con i due artisti si abbandonano definitivamente le due correnti fondamentali dell'ottocento (Romanticismo e Naturalismo) e lo stile accademista, dando vita ad una pittura senza grazia, il figurativo e il futurismo. Le tavolozze di getto si tinsero di forti ed accesi colori, impasti di tinte su tinte, ove il colore non appariva più tenue ma materico, con ampi e profondi verdi dagli effetti chiaroscurali. Opere eseguite con una forza tale da percuotere l'anima dall'osservatore sconvolgendone la propria quiete, al punto di spingere lo sguardo e la mente oltre l'infinito. Tutto ciò è la pittura del Novecento Napoletano, racchiuso in pochi centimetri di superficie, ma che trascina con sé fascino e forza artistica catturando il piacere degli collezionisti e della nobile critica. Vincenzo Vavuso
 
Di Admin (del 01/09/2010 @ 12:24:08, in Mostre ed Eventi, linkato 1146 volte)


scarica qui l'invito
per informazioni: 081485756 - 3337520665 - info@marcianoarte.it 
 
Di Admin (del 26/08/2010 @ 10:28:43, in Mostre ed Eventi, linkato 1378 volte)


 
Di Admin (del 21/06/2010 @ 19:55:32, in Mostre ed Eventi, linkato 1117 volte)


Mercoledì 30 giugno, in occasione dell'apertura al pubblico degli spazi espositivi del SUDLAB, centro di ricerca arti e nuove tecnologie applicate alla cultura, verrà presentata la preview dell'art project Mediamorfosi 2.0. Contributo alle lingue dell'arterità, curato da Gabriele  Perretta - head curator e Raffaella Barbato - art curator.

Mediamorfosi 2.0, progetto che si articolerà in tre diversi momenti espositivi coinvolgendo artisti di rilievo nazionale ed internazionale, costituirà il luogo di indagine delle contaminazioni e delle relazioni generatesi nell'ultimo decennio tra la produzione artistica ed i (mass)media; presenze -alcune latenti- che scandiscono e modulano il nostro quotidiano quali video, suono, linguaggi di programmazione, ipertesti, codici qr, tag, markup, nanotecnologia, social network ed altro ancora.

Karin Andersen Germania, Doris Bloom South Africa, Matteo Cremonesi Italia, Fabrice De Nola Italia -Belgio, Rosaria Iazzetta Italia, Imma Indaco Italia, Jeffrey Isaac USA, Giuliana Laportella Italia, Antonella Mazzoni Italia, Heinrich Nicolaus Germania, Christian Rainer Germania, Sawan Yawnghwe Birmania, sono gli artisti che interverranno con le loro soggettive interpretazioni in questa prima edizione di Mediamorfosi 2.0.
 
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