\\ Home Page : Storico : Mostre ed Eventi (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 13/03/2012 @ 09:55:00, in Mostre ed Eventi, linkato 1134 volte)
Franca Lanni/Renata Petti - Doppio Senso.



La mostra sarà l'occasione per ammirare le opere di queste due artiste che per la prima volta hanno deciso di fare una personale insieme...
...Tutto ciò che ci circonda ha e può avere un doppio senso, non solo nelle cose materiali, ma anche in quelle immateriali della vita che affrontiamo tutti i giorni e all’interno dei nostri pensieri. Entriamo allora in questo “labirinto” ed iniziamo, forse, a conoscere meglio il nostro IO ed il non IO...

STUDIO49 VIDEOARTE.
Via Lungo Gelso 49 (80132)
orario: da lunedì a sabato ore 10-13 e 15.30-19.30
studio49napoli@gmail.com
 
Di Admin (del 27/01/2012 @ 18:37:00, in Mostre ed Eventi, linkato 2153 volte)
{autore=Persico Mario}

Mostra personale di Mario Persico "NO", a cura di Mario Franco, al MADRE dal 27.01.12 al 19.03.12

Il MADRE continua la riflessione sulla storia artistica della città di Napoli presentando, dopo quella dedicata ad Armando De Stefano, una mostra di Mario Persico, tra i protagonisti più attivi ed influenti nella produzione e nel dibattito culturale meridionale. Le 17 opere presentate - un'antologia in cui realizzazioni storiche si affiancano a nuove opere espressamente realizzate per l’esposizione - consentono di individuare, all’interno della produzione dell’artista, quattro grandi ambiti di ricerca: quello della scultura, degli oggetti praticabili, del teatro e dell’erotismo.

Nel 1967-’68 Mario Persico realizza le prime sculture (Segnali e Oggetti ammiccanti) in cui il rapporto abituale tra uomo e manufatto è rovesciato. Nel 1969, Gru erotogaie compaiono in alcuni parchi pubblici di Stoccarda, durante “l'antologica” che gli dedica la galleria Senatore. Esse possono mimare il procedere tentacolare di un animale mostruoso o un atto sessuale, indicare «direzioni utopiche» oppure dispiegarsi, allungarsi, contraddirsi, assumendo forme umanoidi, suggerendo ipotesi combinatorie. Anche Le sedie dell’isteria, riflettono sull’uso dell’oggetto. Tra i presupposti della funzione di un oggetto, c’è l’idea di un mondo comprensibile e ordinato, con una struttura sociale che individua mansioni e confini: costruzione, funzione, uso.

Praticabili, opere tattili, scacchiere, sono opere-oggetto - modificabili in diverse combinazioni, con una pluralità di significati - che sottolineano l'indeterminazione tra creazione artistica e intervento del fruitore. Tale produzione, oltre che alle teorizzazioni su l'opera "aperta", su cui si cominciò a discutere in Italia dagli anni sessanta, si rifà alle dichiarazioni di Alfred Jarry, inventore della Patafisica: «scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità».

Dopo l’esperienza fatta nel 1973 con Edoardo Sanguineti (Laborintus II e il Combattimento di Tancredi e Clorinda, alla Scala di Milano), Persico comincia a pensare al teatro come libertà terapeutica, rigenerazione di forze psichiche; come ciò che consente l’alea, che trasfigura l’esperienza vissuta, riverberando “nella finzione” lo stato d'identità delle cose «tra la magia inferiore dei tarocchi e del lotto – come scriveva Sanguineti – il teatro delle marionette e l’atlante anatomico». Il suo teatro tace al suono dello Stabat mater di Antonin Dvorak e al verbo dello stesso artista e di sua figlia Ivana, recitante con Antonio Casagrande e Pina Cutolo.

Ultimo ambito è quello dell’erotismo: Persico, con le sue opere, sfida sia l’ineffabilità e la profondità insondabile dell’erotismo stesso che l’intimità dei sessi. La pittura erotica riafferma il primato del «basso», dell'osceno, di un materialismo cosciente da perseguire con eccesso. Su questa linea di analisi, l’artista propone nuove relazioni tra erotismo e potere, in una profusione di energia, nel godimento sovrano e sovversivo, senza finalità socializzanti o di scambio. Di fronte al ridicolo orrore dei nostri tempi, l’unica resistenza potrebbe essere solo la materiale, irrecuperabile residualità del desiderio e del sesso.

 
Di Admin (del 27/01/2012 @ 12:06:00, in Mostre ed Eventi, linkato 1236 volte)
  1. Venerdì 27 gennaio ore 20.45 Sala Cinese del Palazzo Reale ENRICO PIERANUNZI piano solo Musiche di Gershwin, Rota, McCartney, Pieranunzi
  2. Domenica 29 gennaio ore 18.00 Sala Cinese del Palazzo Reale CONCERTO DELLA MEMORIA QUARTETTO SAVINIO CORRADO GIUFFREDI, clarinetto MARCO SCOLASTRA, pianoforte Musiche di Prokof’ev, Shostakovich e brani della tradizione klezmer
  3. Venerdì 3 febbraio ore 20.45 Sala Cinese del Palazzo Reale FABRIZIO BOSSO, tromba e flicorno LUCIANO BIONDINI, fisarmonica
  4. Domenica 5 febbraio ore 18.00 Sala Cinese del Palazzo Reale ROBERTO COMINATI, pianoforte Musiche di Scarlatti, Beethoven, Sgambati-Gluck, Liszt-Händel, Godowski-Bach, Moszkowski-Bizet
  5. Domenica 12 febbraio ore 18.00 Sala Cinese del Palazzo Reale ALISA WEILERSTEIN, violoncello INON BARNATAN, pianoforte Musiche di Chopin, Brahms, Stravinskij, Britten
  6. Domenica 19 febbraio ore 18.00 Sala Cinese del Palazzo Reale WIENER KAMMERSYMPHONIE ENSEMBLE Musiche di Haydn, Mozart, J. Ch. Bach
  7. Venerdì 24 febbraio ore 20,45 Sala Cinese del Palazzo Reale MADRIGALE IN JAZZ MARCO ZURZOLO BAND con il QUINTETTO DEI MADRIGALISTI
  8. Domenica 4 marzo ore 18.00 Sala Cinese del Palazzo Reale YUNDI, pianoforte Musiche di Chopin
  9. Venerdì 9 marzo ore 18.00 Sala Cinese del Palazzo Reale SOIRÉE DEBUSSY MASSIMO MERCELLI, flauto LORENZO BAVAJ, pianoforte ENZO SALOMONE, voce
  10. Domenica 11 marzo ore 18.00 Cappella di corte del Palazzo Reale PAOLA FRANCESCA NATALE, soprano CARLO BENATTI, organo Musiche di Scarlatti, Cafaro, Pergolesi, Jommelli, Cimarosa, Mercadante, Bellini Ingresso libero fino ad esaurimento posti
  11. Venerdì 16 marzo ore 20.45 Sala Cinese del Palazzo Reale VIOLINI VIRTUOSI DOMENICO NORDIO e FRANCESCA DEGO Musiche di Prokof’ev, Ysaÿe, Berio
  12. Domenica 18 marzo ore 19.00 Museo Ferroviario di Pietrarsa CHELSEA HOTEL di e con MASSIMO COTTO, voce narrante MAURO ERMANNO GIOVANARDI, voce - MATTEO CURALLO, chitarre
 -------------------------------------------------------------------
Per tutti i concerti: biglietto d'ingresso € 8,00
Per l'evento del 18 marzo: biglietto d'ingresso € 10,00
Informazioni: Comune di Portici Ufficio Cultura Tel. 0817862852 cultura.portici@libero.it www.vesuvioteatro.org tel 081.48.03.84
 
Di Admin (del 01/12/2011 @ 19:20:04, in Mostre ed Eventi, linkato 1055 volte)


I Gerolamini ci sono sempre, ci sono sempre stati, e con grandi, grandissimi sforzi è sempre stata mantenuta viva questa fiamma di cultura cristiana ed umana. Vogliamo potenziarla, vogliamo aprirla. I Gerolamini hanno avuto il coraggio di aprire le porte.....

...ed è una bellezza che stordisce: fra i tesori inestimabili del patrimonio artistico e culturale di Napoli, ecco disvelarsi per la prima volta, lentamente, uno dei suoi gioielli più preziosi: ieri sera, 30 novembre, il complesso monumentale dei padri Gerolamini in via Duomo, ha aperto le porte del convento, ed ha inaugurato una mostra di disegni e stampe (con le cornici di Marciano Arte) recuperati dall'archivio oratoriano del 700 e 800, ha aperto la storica sala della biblioteca detta del camino, ha fatto gettare uno sguardo sui 150.000 volumi e collezioni uniche al mondo, ed ha accompagnato i primi ospiti con una visita teatralizzata dall'associazione Nartea, che ha visualizzato gli antichi legami del convento che intrecciano la sua storia con la vita e la cultura napoletana.

Impossibile elencare tutti i tesori: dalle sculture di Bernini, Fanzago e Sammartino, ai dipinti della quadreria, da Luca Giordano a Guido Reni, da de Ribera a Stanzione e Solimena: l'obiettivo, è quello di aprire alla visita di cittadini e turisti anche la parte finora nascosta del complesso.


 
 
Di Admin (del 22/11/2011 @ 00:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 1326 volte)
Memus, museo ed archivio storico del Teatro San Carlo, Palazzo Reale di Napoli, presenta la mostra "Arte / Opera" fino al 01|02|12



 
Di Admin (del 20/11/2011 @ 00:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 1367 volte)
{autore=cordua carlo}









 
Di Admin (del 16/11/2011 @ 10:45:01, in Mostre ed Eventi, linkato 1095 volte)
{autore=de stefano armando}



L'URLO DEL SUD - Armando De Stefano
 a cura di Mario Franco
MUSEO MADRE - 19.11.11 | 09.01.12

 L'urlo del Sud è il titolo dell'ultima opera di Armando De Stefano, ma è anche un titolo che sintetizza il complesso di 18 nuove tele esposte al Madre. Lavori nuovi, nati espressamente per questa mostra, creati da un artista storico (nel duplice senso che dipinge avvenimenti storici, ma anche perché fa parte della storia dell'arte di questa città). Un artista che, in più di sessant'anni di carriera, dal periodo neorealista del dopoguerra fino al figurativismo baconiano-espressionista degli anni Sessanta e Settanta, ha raccontato storie e idee dell'universo occidentale con immagini e colori che Domenico Rea definì come gridi, forse perché molte delle sue figure appaiono maschere senza speranza, come ritratte in un pre-inferno terreno; in preda al terrore o ad una solitudine e ad una sofferenza espressa con definitiva convinzione. Anche il paesaggio partecipa a una regola di dolore e di follia, nel reticolo metamorfico che intreccia elementi naturali e umani con orpelli, vestiti, cappelli, architetture. Qualunque sia il luogo della rappresentazione, c'è sempre un altro luogo, un'altra narrazione perduta, un'assenza, un esilio nel tempo, dove si aggirano ombre che sembrano rubate all'immaginario fantastico di un Ariosto caduto, di un Tasso impazzito. In realtà, De Stefano parla della pittura stessa, con il rimpianto verso una tecnica e un linguaggio forse oggi impraticabili: «Avrei voluto dipingere affreschi, grandi racconti, murales...» confessa, sognando una pittura di spettacolare bellezza di cui avverte l'assenza «nel presente degli sperimentalismi spesso sterili quanto affollati». Per l'occasione di questa mostra l'artista ha voluto confrontarsi con una grande parete del museo sulla quale ha lasciato il segno della sua tecnica di formidabile disegnatore.
(fonte: www.museomadre.it)
 
{autore=vitagliano salvatore ( zhao )}



MADRE - MUSEO D'ARTE DONNA REGINA - 29 ottobre - 5 dicembre 2011:
La mostra seguendo l'originale procedimento artistico di Vitagliano, un'esecuzione protratta nel tempo e nel suo percorso esistenziale, presenta una serie di opere a cui l'autore ha lavorato in varie fasi tra il 1984 ed oggi. Un processo di stratificazione di immagini e di idee che la capacità sinottica del territorio circoscritto del quadro esalta e al contempo armonizza. Volti e personaggi sono il risultato di una composizione continuamente in fieri, dove la memoria scandisce il suo ritmo e l'avvicendarsi degli interventi sulla tela

ICONE,
Salvatore Vitagliano
a cura di: Antonio Biasiucci e Mario Martone
Conferenza stampa sabato 29 ottobre ore 11.00
Inaugurazione sabato 29 ottobre ore 19.00
Sabato 29 ottobre alle ore 11.00 si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra “Icone” dell'artista Salvatore Vitagliano (Valle Caudina, 1950). Alla conferenza parteciperanno insieme all'artista, i curatori della mostra Antonio Biasiucci e Mario Martone.
La mostra seguendo l'originale procedimento artistico di Vitagliano, un'esecuzione protratta nel tempo e nel suo percorso esistenziale, presenta una serie di opere a cui l'autore ha lavorato in varie fasi tra il 1984 ed oggi. Un processo di stratificazione di immagini e di idee che la capacità sinottica del territorio circoscritto del quadro esalta e al contempo armonizza. Volti e personaggi sono il risultato di una composizione continuamente in fieri, dove la memoria scandisce il suo ritmo e l'avvicendarsi degli interventi sulla tela.
Come sintetizza bene Mario Martone le opere di Vitagliano possono essere paragonate alle icone della tradizione russa e orientale: “[sono] enigmi spirituali, senza alcun dubbio, affrontati nel loro caso guardando non a Dio ma a loro, guardandolo in volto, fissando i suoi occhi, toccando le sue mani. Da qui, per me, nascono la straordinaria bellezza dei volti dipinti da Salvatore Vitagliano e la sua pittura allo stesso tempo ferma e sfuggente, non catalogabile, un luogo silenzioso che appare per incanto dal ventre della città spezzandone il rumore. La stessa dimensione di questi lavori, nella maggior parte dei casi così raccolta, chiama all'attenzione silenziosa, alla scoperta. Una volta visto, un volto di Salvatore difficilmente viene dimenticato.”
 
Di Admin (del 23/10/2011 @ 00:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 1003 volte)
{autore=zollo giuseppe}

 
{autore=giro ilario}


ILARIO GIRO

Nell’osservare con attenzione le opere di Ilario Giro viene spontaneo domandarsi chi sia l’uomo che vi si nasconde internamente, chi sia colui che le pensa e le immagina prima di trasformarle in opere d’arte. Dunque, nel momento in cui si conosce l’autore, e si ha modo di dialogare con lui, il suo mondo si rivela all’istante. Approssimativo è pensare di incontrare un uomo che semplicemente trasporta sulla tela le sue passioni. Si intuisce  fin da subito che nei suoi lavori c’è molto di più. Dopo un periodo legato al figurativo, la sua espressione pittorica è approdata a forme astratte libere da costrizioni formali; nelle sue opere, infatti, esplodono forme e colori, o meglio idee, che creano con il fruitore una fitta rete di scambi, una concentrazione dei concetti che dominano l’esistenza di ogni essere umano: la gioia e il dolore,  la luce e il buio, la pace e la guerra, la vita e la morte. Nel suo lavoro sperimenta tecniche e materiali con vivace spirito creativo, il cui risultato punta essenzialmente a materializzare sulla tela ciò che l’animo sente. Maggior consistenza a tali principi può darla, inoltre, la scelta di materiali per lo più di derivazione naturale, come sabbia, terra, sale, etc. che conferiscono al pigmento un ispessimento robusto e pregnante; difatti la materia cromatica non si presenta come un’ entità statica, ma come una dimensione attiva, vibrante, che nessuno schema o configurazione può delimitare o confinare. Nella realizzazione delle sue opere il gesto è fulmineo, il valore del segno e il senso materico - di forte impatto visivo -  sono elementi essenziali della sua arte; nella sua creazione si affida  sì all’istinto e alle sue emozioni, attraverso l’azione, ma dimostra comunque di condurre l’impulso creativo verso una manifestazione tutt’altro che casuale. Ciononostante l’opera d’arte per il nostro artista non è una merce, ma il prodotto di un concetto che produce opere che non solo raccontano dell’artista e del suo mondo interiore, ma nel contempo raccontano di noi e del mondo attuale. Il senso di solitudine dell’individuo e la crisi esistenziale, unita a quella dello smarrimento di valori –  il lavoro, la cultura, la solidarietà, la lealtà,  per citarne alcuni – sono sensazioni che accomunano l’uomo contemporaneo; ed è per questo che nella sua pittura vi è una costante “ansia” di ricostruzione, fondata sulla necessità di valori morali. Le opere di Giro  non si svelano completamente all’occhio dell’osservatore, ma lasciano la possibilità di immergersi nelle dense e fitte pennellate, nelle innumerevoli macchie di colore. Pittura semplice, ma ricca di significati. Egli scava nelle profondità del nostro mondo interiore, liberandolo della sua fredda apparenza, dal suo essere troppo materiale. Pertanto l’artista, attraverso il suo linguaggio pittorico, raggiunge sempre l’obiettivo di comunicare e generare emozioni, e non è forse questo il principale obiettivo dell’Arte?  Immacolata Marino


VINCENZO VAVUSO

Impulsi incontenibili. Trasporto, sperimentazione, caparbietà: sono le ragioni principali, congiunte all’amore per l’arte, che hanno spinto Vincenzo Vavuso (Caserta, 1972) a cimentarsi nella pittura che ad un certo momento si è imposta nella sua vita come necessità inarrestabile, come mezzo per liberare gli impulsi incontenibili di una creatività irrefrenabile. Dovendo “confrontarci” con un’opera di Vavuso, non si percepisce al primo colpo d’occhio  se di fronte si ha un invito concreto alla costruzione oppure alla scomposizione di un’immagine. La verità è che nelle sue opere si avverte il grido di una coscienza tormentata, ogni cosa è in movimento e in relazione con le altre, in una simultaneità globale e dinamica. L’autore ci dona onde vitali di cromie, tempeste dense di segni che, nell’impeto istintivo dell’azione pittorica, riportano alla memoria pratiche informali; ma sembra usare quel linguaggio non per evidenziare le forme della materia pittorica, bensì per comunicare una sorta di caos contemporaneo in cui l’uomo si trova immerso. La sua pittura esprime, infatti, in modo pregnante i suoi stati d’animo, le sue emozioni. Tema dominante è quello esistenziale; in alcune opere, per esempio, si evince un senso di rabbia che nasce dall’intolleranza verso l’egoismo umano. Il fruitore e l’opera  si incontrano in un’unica dimensione che si nutre del dialogo tra l’emozione di chi osserva e dell’artista che crea. Chi guarda i suoi quadri è, infatti, parte attiva e integrante dell’opera stessa, ne viene coinvolto, entra nella visione  di un altro uomo  e la fa sua, aggiungendo ulteriori significati emotivi. Da un punto di vista pratico la potenza espressiva di questo artista si esprime mediante una tecnica che utilizza campiture ampie e spaziose, e che talvolta “deforma” adoperando il colore in maniera materica, come fosse sostanza viva e pulsante da far gocciolare, da stendere con la spatola, da graffiare, da comprimere. Estremamente decisivi, sensibilmente attivi nella genesi delle forme, sono i mezzi espressivi, i materiali fisici, di questa pittura. Ai colori ad olio si aggiungono frammenti,  segature, sabbia, gesso, terra, cera, etc., anche usati talvolta, non solo per dare matericità, ma come elemento di rottura, di dissonanza. È una pittura d’istinto – potremmo dire così – ma è anche una pittura attenta e studiata, quella in cui l’artista dimostra di saper gestire le proprie emozioni per indirizzare il gesto pittorico verso la formazione di un concetto tutt’altro che affidato alla casualità esecutiva. Pittura non di rappresentazione, ma suscitatrice di emozioni: così potrebbe essere descritta in sintesi l’arte di Vincenzo Vavuso. Immacolata Marino


 
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7