Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 02/10/2009 @ 17:31:15, in dBlog, linkato 3544 volte)
{autore=striccoli carlo}



Gent. mo Collezionista/Gallerista
 desidero informarLa che l'Archivio Generale dell'Opera di Carlo Striccoli, voluto ed istituito da Elvira Striccoli, la quale dà mandato in piena autonomia alla sig.na Anna Lucia Cagnazzi in previsione di un catalogo ragionato che documenti l'attività di Carlo Striccoli, sta procedendo all'archiviazione delle opere del Maestro in possesso di privati, Istituzioni, Società, etc..

A tale proposito, La invito a compilare per intero il modulo che si allega per ogni opera in Suo possesso, e a spedirlo, firmato e completo di tutti gli allegati richiesti, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all'indirizzo Archivio Generale dell'Opera di Carlo Striccoli, Via Carlo De Cesare 60, 80132 Napoli.In alternativa, è accettato anche l'invio tramite email scaricando l'apposito modello dal sito: www.carlo-striccoli.it

Sarà gradita ogni cortese urgenza Lei vorrà usare nel seguire il suddetto procedimento. L'Archivio procederà alla catalogazione delle opere segnalate e provvederà a contattarLa per l'archiviazione di quelle in Suo possesso.

Non si avvieranno pratiche di archiviazione delle opere nel caso in cui il relativo modulo sia incompleto e qualora il materiale fotografico non corrisponda ai parametri indicati nello stesso o non risulti di qualità adeguata.

L'opera sarà inserita nell'Archivio Generale dell'Opera di Carlo Striccoli e ne sarà rilasciato certificato di autenticità solo dopo l'esame del materiale fotografico, con tempi e modalità da stabilire di caso in caso, riservandosi la possibilità di chiedere, se necessario, le opere in visione presso la propria sede per motivi di studio il tempo occorrente per il loro esame.

Le sarò grata se vorrà comunicare il contenuto della presente ad ogni persona di Sua conoscenza che le risulti essere in possesso di opere del Maestro, al fine di ottimizzare la diffusione dell'informazione agli aventi interesse, allorchè non abbiano ricevuto, per qualsivoglia motivo questa lettera.

Sicura di suscitare la Sua attenzione,
Le porgo Distinti Saluti.
Napoli, 2 ottobre 2009
Il responsabile dell'archivio
Anna Lucia Cagnazzi
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{autore=capaldo rubens}


L'opera "Nudo" di Rubens Capaldo , olio su tela del 1967 di cm 69 x 40, di proprietà della Marciano Arte galleria, è stata pubblicata a pagina 109 della monografia dedicata al grande artista napoletano edita da PaparoEdizioni .
La monografia è a cura di Roberto Rinaldi, la redazione è di Anna Lucia Cagnazzi, la grafica di Luciano Striani, la selezione delle opere di Saverio Ammendola della Galleria Mediterranea, con introduzione degli artisti Mimmo Paladino e Paolo La Motta.
 
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Di Giovanni Ricciardi (del 27/09/2009 @ 10:42:40, in dBlog, linkato 1214 volte)
{autore=ricciardi giovanni}C’è un tipo di arte che porta in se un linguaggio universale e multiversale e che pone nel nostro infinitamente piccolo definitivamente a termine qualsiasi strascico postmoderno, pop, e quanto altro indagato negli ultimi 20 anni; E’ quell’arte che non si arresta alla rappresentazione dell’esperienza visiva ma ne fa smaterializzazione del proprio vissuto sia fisico che mentale, fino alla percezione interferenziale di esistenze e soluzioni possibili. Non voglio di certo riportare alla luce una visione interiore né emotiva-espressionista, né surreale, e mi piacerebbe anche porre fine alla definizione di “astratto” termine che a tutt’oggi, venendo meno il concetto stesso di realtà come “contenitore” non trova più alcun senso di esistere in quanto produttore di un grosso ossimoro. L’arte apre ogni giorno invece nuovi spazi a interferenze e luoghi presenti e possibili in una sovrapposizione infinita. Pone il quesito quantico dell’imprevedibile e del compiuto in se ( Hic et nunc). La riproduzione non è più possibile concepirla con lo stesso valore, essa va ripensata in altro, come unica combinazione improvvisa, così come lo è una pennellata mossa da quello che chiamiamo volontà o come forma inspiegabile. Il tutto, in quella possibilità realizzata da una stessa matrice la quale invece, resta ancora un affascinante mistero che si sovrappone a tal punto da divenire nube confusa. Giovanni Ricciardi Milano, 2009
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{autore=toma radames} La collezione di Marciano Arte galleria si arricchisce.


Ecco le novità :

  1. Olio su tela di Franco Girosi (1896 - 1988), 60 x 75 cm: "Marina";
  2. Olio su tela di Oscar Ricciardi (1864 - 1935), 40 x 27 cm: "Capri";
  3. Olio su tavola di Amerigo Tamburrini (1891 - 1966), 60 x 50 cm: "Mimose";
  4. Olio su tavola di Carlo Verdecchia (1911 - 1984), di 30 x 40 cm: "Mucca e vitellino";
  5. Olio su tavola di Radames Toma (1924 - 2002), di 40 x 50 cm: "Paesaggio autunnale";
  6. Olio su tela di Giuseppe Salvati (1900 - ?), di 50 x 70 cm: "Marina".
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Di Admin (del 15/09/2009 @ 12:26:23, in Mostre ed Eventi, linkato 1384 volte)


Superare le barriere fisiche e culturali per fondere le bellezze del territorio. Così nasce l’incontro tra arte contemporanea e cibo che, dal 16 al 18 settembre, si mescoleranno nel Palazzo Reale di Portici dando vita alla rassegna “Visi Comunicanti”.
La mostra-evento progettata dall’Associazione ArteNapolidaMangiare e promossa da Tess Costa del Vesuvio, Comune di Portici, Parco Nazionale del Vesuvio e Regione Campania, ha come obiettivo la valorizzazione delle tipicità del territorio partenopeo in relazione al panorama artistico e culturale campano. Gli artisti che parteciperanno agli “eventi” utilizzeranno il cibo come materia d’arte.
«L’arte contemporanea – spiegano i promotori della manifestazione – intende dialogare con il cibo del territorio, dalle pendici del vulcano al mare, unitamente alle sue tradizioni millenarie. Un’idea nuova per Portici che senza dubbio rappresenta un’importante operazione di valorizzazione culturale e che prevede anche una sezione fotografica, affidata agli allievi dell’Istituto Ipia Enriques di Portici, che si propone di esplorare il nesso socio-culturale che esiste tra uomo e risorsa mare, sia in quanto cibo sia come opportunità di impiego e di sviluppo».
L’Associazione ArteNapolidaMangiare, ideatrice promotrice dell’evento, organizza eventi studiati in base alle esigenze delle realtà sociali e storiche del territorio, promuovendo al contempo la valorizzazione dei prodotti tipici campani e nazionali e la conoscenza del “cibo” inteso come valore culturale e materia d’arte.
A conclusione del Convegno di apertura sul tema “Il cibo del Mare e i profumi del Vesuviano” seguirà, alle ore 11.30 presso la sala del Piano Nobile, la performance: Il cibo diventa opera e il “giusto” vino accompagna l’evento, in collaborazione con il laboratorio Terre Blu di Giuseppe Coppola e le Aziende del Parco. “L’arte nell’arte” gli Chef: Mario Avallone (La Stanza del Gusto), Nando Salemme (Abraxas Osteria), Giuseppe Daddio (Locanda delle Trame), affiancheranno gli artisti per i piatti d’arte.
Alle ore 17.30 nella Sala Cinese si terrà la performance: “le Fumarole del Gusto”, a cura di Lello Capano. Seguiranno poi video-proiezioni a cura di Santiago Faraone Mennella e visite guidate alla mostra “Visi Comunicanti” dei giovani coordinati da Pellegrino Meoli e alle opere degli artisti: Gabriele Castaldo, Salvio Capuano, Laura Cristinzio, Mario Ricciardi. Presenti anche i lavori dei giovani allievi dell’Istituto Enriques, coordinati da Pellegrino Meoli.
L’evento è organizzato da Tess Costa del Vesuvio Spa; con il contributo della Regione Campania; dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio; dell’assessorato alla Cultura del Comune di Portici e con il patrocinio della Provincia di Napoli e la partecipazione del Dipartimento Scienze degli Alimenti della Facoltà di Agraria.
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Di Admin (del 08/09/2009 @ 12:21:25, in Mostre ed Eventi, linkato 1132 volte)
Portici Art Box 2009 ha organizzato una chermesse di spettacoli nei siti reali di Portici dal 10 al 19 settembre 2009

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Di Admin (del 10/08/2009 @ 12:46:20, in Poesia, linkato 1176 volte)
Felicità!
Vurria sapé ched'è chesta parola,
vurria sapé che vvò significà.
Sarrà gnuranza 'a mia, mancanza 'e scola,
ma chi ll'ha ntiso maje annummenà.

.
di Antonio De Curtis

Marciano Arte rende omaggio a Totò, il più grande artista napoletano di tutti i tempi, pubblicando alcune delle sue poesie.
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Di Admin (del 29/07/2009 @ 19:28:39, in Stampe e Libri antichi, linkato 8263 volte)


"Flora", da Stabiae, Villa di Arianna. (dalla collezione MARCIANO ARTE).

Le Antichità di Ercolano esposte costituiscono l'opera archeologica più importante del XVIII secolo e hanno contribuito a plasmare il gusto della cultura europea della fine Settecento e dell'Ottocento. L'opera è il primo frutto del lavoro dell'Accademia Ercolanese, fondata il 13 dicembre 1755 per volere del re Carlo (divenuto poi Carlo III di Spagna).

Sotto la Presidenza del marchese Bernardo Tanucci, l'Accademia - composta di 15 membri ordinari, il cui compito principale era quello di soprintendere allo svolgimento degli scavi studiando quanto veniva alla luce e pubblicando i risultati delle proprie ricerche - iniziò immediatamente i lavori per realizzare la pubblicazione degli oggetti rinvenuti negli scavi delle città di Pompei ed Ercolano.

I volumi si devono considerare opera comune di tutti gli Accademici Ercolanesi. Il primo volume fu redatto dal segretario Francesco Valletta e fu dedicato a Carlo III, re di Napoli. Anche i volumi successivi furono dedicati dagli Accademici Ercolanesi al loro fondatore, Carlo III, nonostante dal 1759 egli fosse divenuto re di Spagna, lasciando come re a Napoli il figlio terzogenito, Ferdinando IV, allora di soli otto anni, sotto la reggenza del primo ministro Bernardo Tanucci.

L'opera completa è composta da circa 619 (il numero varia secondo gli esemplari) grandi tavole in rame stampate a piena pagina, alcune doppie, 836 vignette tra testate e finalini e 540 capolettera disegnati da Luigi Vanvitelli e incisi da Carlo Nolli.

Per la pubblicazione delle antichità ercolanesi, pompeiane e stabiane, il re Carlo III, oltre alla fondazione dell'Accademia Ercolanese, aveva creato a Portici una scuola di incisori e disegnatori. Tra i nomi dei principali disegnatori che collaborarono alla realizzazione de "Le Antichità di Ercolano" vanno ricordati Francesco La Vega, Camillo Paderni, Nicola Vanni e Giovanni Morghen. Fra gli incisori, invece, il francese Pierre Gaultier, il fiorentino Filippo Morghen, il napoletano Francesco Cepparoli e il romano Nicola Billy.

L'opera prevedeva ben 40 volumi, ma in trentacinque anni ne furono pubblicati solo otto, ai quali si andò ad aggiungere un catalogo redatto nel 1755 dal Monsignor Ottavio Antonio Bayardi. Alle lentezze editoriali, le Antichità unirono la difficoltà della loro acquisizione per gli studiosi. I tomi infatti non furono messi in commercio ma donati personalmente dai membri della casa reale o da altissimi dignitari. Tuttavia la loro funzione di propaganda culturale fu enorme. Le pitture giunsero, seppure indirettamente, a conoscenza di un pubblico vastissimo, tanto che, solo pochi anni dopo la loro pubblicazione, erano apparse edizioni "economiche" in varie lingue e in formato ridotto, che ne riportavano ridisegnate e reincise le bellissime tavole: in Inghilterra nel 1773, in Germania con l'edizione di Murr e Kilian del 1778, in Francia nel 1780 e infine anche in Italia, nella Roma papale, con i volumi del Tiroli apparsi a partire dal 1789.

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Di Giuseppe Zollo (del 16/07/2009 @ 15:05:19, in dBlog, linkato 1243 volte)
I Romani hanno “ucciso” l’arte! Hanno determinato il senso della produttività nell’arte. Hanno condensato l’istinto primitivo dell’arte, la creatività sacra, dimensione che è trascendenza, dal cerchio al quadrato. I greci avevano accolto la trascendenza nella forma, anima e uomo diventano statuaria classica. Ancora oggi non si spiega la “bellezza” di una scultura greca, pensate alla “menade” di Skopas; la danza in estasi, prende forma nel marmo. Lo scultore greco firmava le sue opere lo scultore romano poche volte. Innumerevoli copie di sculture greche ospitavano i laboratori degli scultori romani, erano scelte dai compratori e spesso la testa era sostituita con quella del committente. Ingegneria e opere pubbliche, ritratto e pittura sono gli elementi dell’arte romana essenzialmente concreta, racconto…storia. Della storia l’artista greco ne coglieva la sua essenza. La storia romana era immagine era racconto. Ecco, l’opera d’arte diventa “prodotto” e perde la sua “anima”, deve essere soprattutto utile… Quando decade l’impero romano decade l’arte aulica, classica, e lascia spazio a quella del popolo romano, plebea senza regole, espressiva, simbolica, immagine del medioevo fino al rinascimento. Quando gli artisti del primo rinascimento e ancora prima Cavallini e Giotto, fanno riferimento alla romanità classica, nell’opera d’arte entra la regola, il ritratto espressivo, il racconto. Con l’arte romana, questo, è diventato stile. Ma per l’artista greco lo stile era una conseguenza tecnica della sua creatività della sua fantasia. Mentre per l’artista romano lo “stile greco” era da applicare all’opera d’arte. L’estetica come la intendevano i greci, ossia “sensazione”, è diventata regola, stile. Così si spiegano le avanguardie del 900 e la ricerca del primitivo, del decoro orientale, che sono espressione dell’anima, della fantasia, senza sostituirle con una regola o uno stile. Invece il racconto, la storia, il reale, è espressione della materia, del corpo. Dopo i romani e con il rinascimento poi, racconto e decoro, materia e anima, sono stati disgiunti, preferendo il racconto come espressione e conferendogli un valore più alto. L’arte è, quando si trascende la materia, luminosa idea. Tutto insieme, decoro e racconto, materia e anima.

Giuseppe Zollo
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Di Giuseppe Zollo (del 10/07/2009 @ 10:19:05, in dBlog, linkato 2695 volte)
{autore=zollo giuseppe}I was born in Naples in 1960. In 1978 I qualify at the Art High School of Naples. Later I attend for two years the faculty of architecture then, I decide to enrol myself to the University of Fine Arts, following the painting course of master Domenico Spinosa. I graduate in 1985. From an informal painting training, characterised by the teaching of master Spinosa, I choose figurative painting in order to summarize my artistic experiences, stimulated by the poetics of Rabindranath Tagore, who, inside his poetry leading to dialogue, searching constantly for God, the One, the Creating Being, succeeds in making the best of creativity, inside an ontological vision of art. One of his poems says: “I jump into the ocean of the shapes, trying to find the pearl, the perfect pearl of shapeless... Inside this sentence is condensed the path of my creativity, attracted from the flowing colour, which is light. Colour gives life to the classical shape of Greek sculpture and at the same time is absolute pregnancy, symbol of the creative idea, so that it can transcend the shape. I want to communicate the same heart-rending and deep joy feeling of the last movement of the Beethoven’s Ninth Symphony. Painting as matter to amalgamate. Reproducing shapes, trying to give life, atmosphere, sensuality and emotions. This is what I mean by painting. It is the eternal game of riding the techne; the know-how, to give shape to imagination, that satisfaction in succeeding which brings you further on. This is how painting should be loved. Art, then.. .. will come as the dawn and open the day. Traduzione creativa di Rebecca Zani

"i colori del mare" 2008
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