Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 08/12/2011 @ 00:00:01, in dBlog, linkato 990 volte)
 

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Di Admin (del 01/12/2011 @ 19:20:04, in Mostre ed Eventi, linkato 863 volte)


I Gerolamini ci sono sempre, ci sono sempre stati, e con grandi, grandissimi sforzi è sempre stata mantenuta viva questa fiamma di cultura cristiana ed umana. Vogliamo potenziarla, vogliamo aprirla. I Gerolamini hanno avuto il coraggio di aprire le porte.....

...ed è una bellezza che stordisce: fra i tesori inestimabili del patrimonio artistico e culturale di Napoli, ecco disvelarsi per la prima volta, lentamente, uno dei suoi gioielli più preziosi: ieri sera, 30 novembre, il complesso monumentale dei padri Gerolamini in via Duomo, ha aperto le porte del convento, ed ha inaugurato una mostra di disegni e stampe (con le cornici di Marciano Arte) recuperati dall'archivio oratoriano del 700 e 800, ha aperto la storica sala della biblioteca detta del camino, ha fatto gettare uno sguardo sui 150.000 volumi e collezioni uniche al mondo, ed ha accompagnato i primi ospiti con una visita teatralizzata dall'associazione Nartea, che ha visualizzato gli antichi legami del convento che intrecciano la sua storia con la vita e la cultura napoletana.

Impossibile elencare tutti i tesori: dalle sculture di Bernini, Fanzago e Sammartino, ai dipinti della quadreria, da Luca Giordano a Guido Reni, da de Ribera a Stanzione e Solimena: l'obiettivo, è quello di aprire alla visita di cittadini e turisti anche la parte finora nascosta del complesso.


 
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Di Admin (del 29/11/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 1357 volte)
{autore=bacio terracina arturo}



L'opera è firmata in basso a sinistra: "A. Terracina ". Titolo e anno a tergo.

Bacio Terracina Arturo, nato a Napoli il 5 settembre 1882. Dagli studi classici, s'iscrisse all'Accademia di Belle Arti e si diplomò nel 1908, per poi trasferirsi a Roma, dove frequentò la Scuola Libera. Fu allievo prediletto di Michele Cammarano, che lo avviò allo studio del paesaggio, genere che non ha più abbandonato, quantunque avesse esordito con opere di figura, formatosi alla Scuola di Vincenzo Volpe.
 Fu attivissimo organizzatore di Mostre d' Arte specialmente quella detta dei "23" che ebbe gran successo a Napoli nel 1910 e che diede grande impulso alla vita artistica napoletana. Partecipò a moltissime Esposizioni nazionali e internazionali, e in quella stessa Mostra dei "23" il Ministero della P. I. acquistò una sua opera per la Galleria d'Arte moderna. Altre sue opere figurano nelle collezioni della Provincia, del Municipio e di altre Gallerie pubbliche e private.
 Nel 1908 prese parte all'esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma col quadro "Alle falde del Vesuvio" e alla Primaverile Fiorentina espose "Mattino azzurro" e "Raggi nel Castello".
 Ancora oggi espone con successo opere di paesaggio e accudisce scrupolosamente a commissioni private.



L'opera è firmata in basso a sinistra: "A. Terracina "
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Di Admin (del 22/11/2011 @ 00:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 1028 volte)
Memus, museo ed archivio storico del Teatro San Carlo, Palazzo Reale di Napoli, presenta la mostra "Arte / Opera" fino al 01|02|12



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Di Admin (del 20/11/2011 @ 00:00:01, in Mostre ed Eventi, linkato 1063 volte)
{autore=cordua carlo}









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Di Admin (del 18/11/2011 @ 13:00:01, in dBlog, linkato 901 volte)

Alcuni capolavori della Cappella Sansevero di Napoli:
  1. La Pudicizia   (A. Corradini, 1752)
  2. Il Disinganno   (F. Queirolo)
  3. L'Altare Maggiore   (F. Celebrano, seconda metà XVIII sec.)
  4. La Sincerità   (F. Queriolo, 1754)
  5. Angelo   (P. Persico)
  6. Il Cristo Velato   (G. Sammartino, 1753)


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Di Admin (del 16/11/2011 @ 10:45:01, in Mostre ed Eventi, linkato 804 volte)
{autore=de stefano armando}



L'URLO DEL SUD - Armando De Stefano
 a cura di Mario Franco
MUSEO MADRE - 19.11.11 | 09.01.12

 L'urlo del Sud è il titolo dell'ultima opera di Armando De Stefano, ma è anche un titolo che sintetizza il complesso di 18 nuove tele esposte al Madre. Lavori nuovi, nati espressamente per questa mostra, creati da un artista storico (nel duplice senso che dipinge avvenimenti storici, ma anche perché fa parte della storia dell'arte di questa città). Un artista che, in più di sessant'anni di carriera, dal periodo neorealista del dopoguerra fino al figurativismo baconiano-espressionista degli anni Sessanta e Settanta, ha raccontato storie e idee dell'universo occidentale con immagini e colori che Domenico Rea definì come gridi, forse perché molte delle sue figure appaiono maschere senza speranza, come ritratte in un pre-inferno terreno; in preda al terrore o ad una solitudine e ad una sofferenza espressa con definitiva convinzione. Anche il paesaggio partecipa a una regola di dolore e di follia, nel reticolo metamorfico che intreccia elementi naturali e umani con orpelli, vestiti, cappelli, architetture. Qualunque sia il luogo della rappresentazione, c'è sempre un altro luogo, un'altra narrazione perduta, un'assenza, un esilio nel tempo, dove si aggirano ombre che sembrano rubate all'immaginario fantastico di un Ariosto caduto, di un Tasso impazzito. In realtà, De Stefano parla della pittura stessa, con il rimpianto verso una tecnica e un linguaggio forse oggi impraticabili: «Avrei voluto dipingere affreschi, grandi racconti, murales...» confessa, sognando una pittura di spettacolare bellezza di cui avverte l'assenza «nel presente degli sperimentalismi spesso sterili quanto affollati». Per l'occasione di questa mostra l'artista ha voluto confrontarsi con una grande parete del museo sulla quale ha lasciato il segno della sua tecnica di formidabile disegnatore.
(fonte: www.museomadre.it)
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Di Admin (del 15/11/2011 @ 00:00:01, in dBlog, linkato 1392 volte)


I simboli incisi sulla facciata della chiesa del Gesù Nuovo (1584) di Napoli sono lettere dell'alfabeto aramaico che possono essere anche "suonate". La loro combinazione creerebbe una "sinfonia" denominata Enigma. Ascoltala in questo video.

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Di Admin (del 12/11/2011 @ 00:00:01, in dBlog, linkato 755 volte)
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Di Admin (del 10/11/2011 @ 10:00:01, in dBlog, linkato 1069 volte)
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