A tergo si legge un cartiglio recente (in sostituzione dell'originale deteriorato) che vi indica l'esposizione alla Prima Quadriennale di Roma del 1931. Questa notizia è confermata sulla monografia "Guido Casciaro" curata da Rosario Caputo di Vincent Edizioni nel 2006 che cita testualmente: "[...] E' ovvio che il vero vantaggio di distinguersi alle Biennali di Venezia e quello di appartenere al Sindacato degli Artisti, consisteva prevalentemente nell'opportunità di poter esporre o essere invitati alle Quadriennali romane [...]. Come detto, Casciaro partecipò alle prime quattro edizioni: alla I Quadriennale del '31, presentò un olio intitolato Baia [...]"
Allievo del padre Giuseppe, esordisce nel 1920 all’Esposizione d’Arte Giovanile di Napoli e alla I Biennale di Roma, svolgendo da allora un’intensa attività espositiva in Italia e all’estero, partecipando a sei edizioni delle Biennali veneziane tra il 1934 e il 1948, a tutte le mostre del Sindacato fascista, nonché alle Quadriennali romane. Inizia la sua attività come paesista, indagando gli aspetti meno oleografici della città, con pennellate rapide e vibranti che gli permettono di raggiungere esiti espressionistici e antigraziosi, non immemori, poi, della lezione di un De Pisis o di un Crisconio. Oltre ai paesaggi, moderni per taglio e tavolozza, sono da ricordare anche le sontuose nature morte, dai colori densi e brillanti. (Novecento Italiano 1998/1999 De Agostini)
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