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Le opere dell'autore

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L'opera della settimana è di Salvatore Emblema



{autore=Emblema Salvatore}


Autore: SALVATORE EMBLEMA (1929 - 2006)
Titolo: SENZA TITOLO
Tecnica e superficie: TECNICA MISTA SU CARTONCINO
Dimensioni: 70 x 50 cm
Anno: 2004

L'opera è firmata e datata Emblema 2004 in basso a sinistra.


Salvatore Emblema appartiene a pieno titolo ai grandi della pittura del Novecento. Della sua arte, apprezzata in tutto il mondo, ebbe modo di scrivere diffusamente uno dei più prestigiosi critici italiani, Giulio Carlo Argan. Ai giorni nostri si sono occupati di lui Amnon Barzel e Vittorio Sgarbi. Salvatore Emblema nacque a Terzigno, in provincia di Napoli, nel 1929.
  Il suo itinerario artistico iniziò nel 1948 quando eseguì una serie di Collages usando foglie disseccate e costruendo ritratti attraverso le modulazioni cromatiche. Una ricerca materica sviluppata impiegando anche pietre e minerali raccolti alle falde del Vesuvio. Spinto dalla conoscenza delle correnti artistiche a lui contemporanee si recò in Francia, Inghilterra, Spagna incontrando i più grandi artisti dell’epoca. Trascorse due anni della sua vita a New York dove sviluppò una salda amicizia con Mark Rothko, fondamentale per gli sviluppi successivi della sua arte. Al suo rientro in Italia portò avanti la sua ricerca personale fino a raggiungere la conquista più propria dell’artista napoletano: la trasparenza. Messa in atto alla fine degli anni ’60, dopo un nuovo lungo soggiorno a New York, la trasparenza verrà canonizzata da Giulio Carlo Argan nel 1979 con uno scritto apparso sull’Espresso in cui lo porrà in rapporto ai Tagli di Lucio Fontana e al dibattito sul valore spaziale e ambientale dell’oggetto quadro. Emblema lavora diradando la tela e rendendola suscettibile alla luce, alle infinite variazioni della realtà che dalle spalle della tela ora si affacciano sulla bidimensionalità del piano pittorico, con l’unico filtro di una detessitura esile e geometrica che la guida nel passaggio da linguaggio quotidiano a linguaggio artistico di cui l’artista con gesto paziente, dilatato, modula il tono, il ritmo e la punteggiatura. Salvatore Emblema fu invitato a numerose e prestigiose rassegne, partecipò alla XL Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. Nel 2005 furono allestite due importantissime mostre antologiche in sud America: a San Paolo del Brasile nel Museu de Arte Contemporanea da Universidade e a Rio de Janeiro nel Museo de Arte Moderna. Il suo lavoro è ormai presente nei principali libri di storia dell’arte tra cui i libri scolastici di Giulio Carlo Argan su cui generazione dopo generazione ci formiamo tutti.
 
L’artista ha condotto per anni una ricerca coerente sulla luce e il colore fino a giungere alle "trasparenze” riconosciute da Argan come punto di arrivo. Oggi viene accostato da Sgarbi a Fontana  e a Burri nelle soluzioni di spazialità e presenza materica della tela.
 
La sua prima esposizione personale si tiene a Roma alla Galleria San Marco, in seguito, per citare solo le mostre più importanti, espone alla Galleria Christian Stein a Torino, a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, al Museo Pignatelli a Napoli e alle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Dopo essere state viste alla XL Biennale veneziana, le sue opere arrivano al Metropolitan Museum di New York,  per poi tornare a Napoli a Palazzo Reale e a Vicenza, nella Basilica Palladiana. Negli ultimi anni della sua vita sono state allestite tre importantissime mostre in sud America a Rio de Janeiro, a San Paolo e a Città del Messico: i consensi dei critici, degli studiosi e del pubblico lo hanno consacrato ad una grande fama.


Sue opere in collezioni pubbliche:

Galleria degli Uffizi - Firenze
Museo Villa Pignatelli - Napoli
Musei Vaticani - Roma

Metropolitan Museum -
New York
Rockfeller Center - New York       
Ludwig Museum - Koblenz
Baymans Museum - Rotterdam
     

A Terzigno, paese natale di Salvatore Emblema, è stato costituito il museo Emblema. La Fondazione Emblema è gestita direttamente dalla famiglia Emblema. (fonte: www.yarc.eu/site/)



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Di Admin (del 01/04/2010 @ 13:42:13, in Arte News, linkato 3588 volte)