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Parthenope ha 100 anni in pił...




Umberto Mezza
(associazione culturale MI.MI.AR.T.S.).
Da un articolo della giornalista Stella Cervasio, pubblicato su Repubblica sezione di Napoli ed intitolato "I tesori della metro", leggo con estremo piacere che il primo insediamento greco sul Monte Echia, collina di Pizzofalcone, deve essere retrodatato di almeno 100 anni. 



Tutto ciò sta a significare che occorrerà riscrivere la storia delle origini della città. "Scavando una metropolitana si trova la sirena. Quella con la "esse" maiuscola, Parthenope. E si scopre anche che è più antica di quel che si credeva. La Soprintendenza di Napoli e Pompei con l'archeologa Daniela Giampaola alla direzione dei cantieri di scavo per il metrò in azione ormai da un ventennio, aggiunge una perla alle scoperte dovute al metodo sperimentato a Napoli della "archeologia preventiva". Il 20 ottobre, in una gremita sala del Museo Archeologico, la conferenza di presentazione della stazione della linea 6 della metropolitana, quella in Piazza S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone. La lentezza dei lavori si traduce in positivo nello scavo di reperti, ma ancor più nella sorpresa di una datazione che cambia: prima si riteneva che la Napoli greca, Parthenope, fosse stata fondata nel VII secolo a.C.. In base agli scavi si risale invece all'VIII secolo. La sorpresa è che l'epoca avvicina tra loro gli insediamenti di Pithecusae (Pitekussai) l'odierna Ischia, e Cuma (Kyme) con quello della terra ferma.



"Parthenope non è morta. Parthenope non ha tomba: Ella vive, splendida giovane e bella, da cinquemila anni; corre sui poggi, sulla spiaggia.
E' lei che rende la nostra città ebbra di luce e folle di colori, è lei che fa brillare le stelle nelle notti serene.
Quando vediamo comparire un'ombre bianca allacciata ad un'altra ombra, è lei col suo amante, quando sentiamo nell'aria un suono di parole innamorate, è la sua voce che le pronunzia, quando un rumore di baci indistinto, sommesso, ci fa trasalire, sono i baci suoi, quando un fruscìo di abiti ci fa fremere, è il suo peplo che striscia sull'arena, è lei che fa contorcere di passione, languire e impallidire d'amore la città.
Parthenope, la vergine, la donna, non muore, non ha tomba, è immortale....è l'amore"
Matilde Serao



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Di Admin (del 24/10/2011 @ 00:00:01, in dBlog, linkato 1188 volte)