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Il signore e la signora Naldi ritratti dal pittore dell'Ottocento Annibale Scognamiglio.
Di Admin (del 23/09/2011 @ 00:00:01, in Arte News, linkato 2876 volte)
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Con questo articolo proponiamo una coppia di ritratti eseguiti dal pittore Annibale Scognamiglio, attivo a Napoli nel sec. XIX:



ANNIBALE SCOGNAMIGLIO  "AL SIGNORE CIRO NALDI" OLIO SU TELA  87 x 66 cm del 1861

L'opera è firmata e datata in basso a sinistra "Annibale Scognamiglio fece 1861". Al centro in basso, il soggetto mostra nella mano sinistra una missiva sulla quale chiaramente si legge "Al Signore Sig. D. Ciro Naldi Napoli per Portici". La bella cornice è coeva.
... Ora il ritratto della signora:



ANNIBALE SCOGNAMIGLIO "LA SIGNORA NALDI" OLIO SU TELA  86 x 66 cm del 1865

L'opera è firmata e datata in stampatello in alto a sinistra "Annibale Scognamiglio fece 1865". Di alta qualità è il dipinto in cui spiccano i bellissimi gioielli e il colore blu intenso dell'abito della signora. Anche questa cornice è coeva.

ANNIBALE SCOGNAMIGLIO   (attivo a Napoli ed Alessandria d’Egitto nella seconda metà del XIX secolo)

Annibale Scognamiglio è un pittore napoletano che è andato a cercare fortuna in Egitto. Alcuni suoi dipinti con soggetti di scene arabe, che mostrano il suo vivo interesse per la vita dei beduini e le immagini romantiche dei guerrieri musulmani, e alcuni ritratti furono acquistati dal collezionista Friedmann e successivamente donati alla città di Alessandria nei primi anni del ventesimo secolo.

In Medio Oriente divenne famoso e fu punto di riferimento per diversi giovani pittori, tra cui il greco Konstantinos Parthenis, autore a diciotto anni del noto ritratto di Georgios Averoff. Molto probabilmente fu proprio il maestro Annibale Scognamiglio a spingere perché il giovane artista greco eseguisse il dipinto.

Tornato in Italia intraprese un’intensa attività di ritrattista e restauratore. Sua è l’immagine della Madonna dipinta su lastra di lavagna nel 1908 sul portale del Santuario della SS. Vergine Incoronata della Sanità a Castellammare di Stabia. Nello stesso anno, restaurò sempre per il santuario il quadro che domina l’altare raffigurante il Cristo risorto nell’atto di mostrare all’incredulo San Tommaso i segni della passione.

Sue opere sono in diverse collezioni sia pubbliche che private e presenti in importanti case d’asta internazionali.