In questa sezione troverete alcune proposte di Marciano Arte S.n.c. Una vasta scelta tra 179 opere pittoriche aggiornate continuamente.
GODI GOFFREDO - Omignano (SA), 1920
Paesaggio

Sono quarant’anni che vivo di scrittura, ma la critica d’arte non fa parte dei mio lavoro che già si disperde in troppi rivoli. Però ho qualche titolo (la mia biografia di Boccioni, gli altri miei studi sul Futurismo, la responsabilità che rivesto in una grande istituzione espositiva) per compiere questa ricognizione della figura dei mio amico Godi e per esprimere infine un giudizio: è veramente un petit maitre e non c’è dubbio che qualcuno dei suoi quadri migliori ben figurerebbe in qualunque collezione museale dedicata alla figurazione del secondo Novecento. Conosco abbastanza i paesaggi di Morandi (penso per esempio alla serie che è nella Galleria Civica di Torino) e perciò una volta scrissi che alcune delle più riuscite vedute godiane rivaleggiano con essi - e non soltanto per la delicatezza dei verdi - benché nei dipinti di Godi si evidenzino i segni - liberi, criptici, talvolta gestuali - della sua appartenenza a un tempo successivo a quello del maestro bolognese: segni che allontanano l’artista dal comune naturalismo pittorico e, oltrechè la ricerca e il raggiungimento della sintesi, costituiscono secondo me una risposta impulsiva alla natura, custode invincibile di segreti inviolabili. Confermo qui questa opinione citando come esempio il “Paesaggio calabrese” del 1980 e il “Paesaggio di Fuscaldo” del ‘69, non lontani dalla mia scrivania. E risparmiando al lettore la ripetizione di quanto altri diranno - la derivazione di Godi dal suo maestro Notte, la sua vicinanza all’altro bolognese Garzia Fioresi o allo stesso Morlotti, anch’egli assai apprezzato da Arcangeli - mi piace concludere affermando che è un plateale errore associare Godi alla pletora degli epigoni dell’Ottocento napoletano, purtroppo ancora attivi nella loro pigrizia di replicanti. Se proprio si vuoi allacciare Godi a qualcuno dell’Ottocento (e sappiamo quanto questi giochi siano azzardati) allora ho qui un appunto preso durante la visita a una mostra, un appunto che regge il gioco; allacciamolo al francese Emile Bernard. (Gino Agnese)